Gioco
L’addio al gigante buono In tanti ai funerali di Paolo
MASSA MARITTIMA. «Era un gigante buono» dice Matteo dietro l’occhiali da sole. Lui, pilota rally, Paolo Bardelloni lo ha conosciuto durante le gare nella sua veste di commissario. Una passione...
MASSA MARITTIMA. «Era un gigante buono» dice Matteo dietro l’occhiali da sole. Lui, pilota rally, Paolo Bardelloni lo ha conosciuto durante le gare nella sua veste di commissario. Una passione condivisa col figlio Riccardo, prima pilota anche lui.
C’era tanta gente ai funerali ieri mattina a Massa Marittima, tra parenti, amici, istituzioni e rappresentanti dello sport. «Ogni personaggio è importante per la sua comunità. – ha detto il sindaco Lidia Bai – ma lui era molto impegnato con attività sportive e sociali. Per questo lo conoscevano davvero tutti». Oltre il rally, infatti, Bardelloni era anche un giudice (con tanto di tesserino nazionale) di tennis. Poco distante c’è anche il collega della Bai, Alessandro Giannetti, sindaco di Monterotondo Marittimo. Lui con Bardelloni c’è cresciuto insieme, sudando sugli stessi campi da calcio e nell’impianto di Orbetello. Senza contare che la vittima è stato anche vicesindaco del paese. Erano amici, più che colleghi. «È incredibile quello che è successo» dice Giannetti. La rabbia per un destino così beffardo è palpabile nel cimitero di Massa Marittima. Soprattutto nei colleghi di Paolo, altri dipendenti Enel Green Power. Gli stessi che mercoledì hanno salutato per l’ultima volta Maurizio Stella e Antonella Vanni che erano con lui nell’auto. Anche i funerali della donna si sono tenuti ieri, alle 15 a Sasso Pisano, a Castel Nuovo Val di Cecina. «Ci vediamo là» si sono detti tra i dipendenti uscendo dal campo santo. Erano tanti gli uomini dell’Enel arrivati per dare l’ultimo saluto a Paolo. La macchina con la salma è partita dalla piscina comunale in direzione del cimitero alle 10. Niente messa. Poca strada per centinaia di persone.
In testa la moglie Lore e il figlio Riccardo. Una volta arrivati di fronte a quella che è diventata la tomba di Paolo, Attilio, uno dei colleghi, ha letto una lettera firmata da tutti gli uomini del gruppo Enel.
Alfredo Faetti
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