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Giorni cruciali per Royal Tuscany

Giorni cruciali per Royal Tuscany

Dopo il sì del liquidatore, attesa l’omologazione del concordato

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GROSSETO. Royal Tuscany Fashion Group – l'ex proprietà di Mabro – attende a giorni la decisione del giudice fallimentare in merito all'omologazione del concordato preventivo che dovrebbe scongiurare il fallimento e le sue conseguenze, per i 24 dipendenti diretti, che perderebbero subito il lavoro, e per gli amministratori della società che potrebbero incorrere in azioni di responsabilità per il debito accumulato di oltre 24 milioni di euro nei due anni circa di gestione della Mabro, dal luglio del 2008 al febbraio del 2011, quando la Mabro fu rilevata dall'imprenditore pratese Andrea Barontini.

Ieri mattina era prevista, in tribunale, la decisione sull'omologa del concordato, ma il giudice deciderà nei prossimi giorni. In ogni caso c'è fiducia su una conclusione positiva, dal momento che la società si è presentata, questa volta, con tutti i numeri a proprio favore, e con il parere favorevole del commissario liquidatore Enrico Domenichelli. Il 17 ottobre scorso, infatti, la proposta di concordato preventivo presentata da Royal Tuscany Fashion Group aveva ottenuto il voto favorevole delle banche creditrici: a favore si erano espresse il Monte dei Paschi di Siena, la Banca della Maremma, Unicredit e la Cassa di risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, e si era raggiunto, in tutto, il 78 per cento dei crediti vantati dagli istituti bancari nei confronti della società. Un risultato che era andato ad aggiungersi al sì detto dai fornitori e da Fidi Toscana nell'udienza del 27 settembre scorso, quando era stato depositato anche il parere favorevole da parte di Domenichelli. Un dato non scontato, dal momento che la precedente proposta, quella che era stata omologata dal tribunale di Grosseto, ma era stata bocciata dalla corte di appello di Firenze, aveva avuto, dal commissario liquidatore, parere negativo.

Nel frattempo la proposta si è arricchita di una rivalutazione degli immobili dell'azienda, da 5 milioni e mezzo a poco più di 7 milioni, con alcune manifestazioni di interesse all'acquisto, ma anche dell'ingiunzione di pagamento, fatta ad Abbigliamento Grosseto, attuale proprietà di Mabro, di crediti per 800mila euro.

Enrico Pizzi

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