La protesta
Economia al collasso Sindacati e istituzioni lanciano l’sos a Chiti
Il vicepresidente del Senato oggi in visita all’Amiata per parlare della crisi. Intanto anche Equitalia chiude
ARCIDOSSO. L’Amiata della crisi incontra, oggi, il vicepresidente del Senato Vannino Chiti. Un’iniziativa del centrosinistra della montagna, a cui Chiti ha risposto positivamente per venire a parlare di riforme istituzionali e di primarie del Pd, ma anche per ascoltare i rappresentanti delle aziende in crisi del Monte Amiata di entrambi i versanti.
Una maratona che comincia a Piancastagnaio alle 16,30 e si sposta ad Arcidosso alle 18. Accanto a Chiti le istituzioni comunali e delle Unioni delle due province, e a presentare il dramma del lavoro, i sindacati provinciali e le Rsu delle aziende. A Piancastagnaio ci saranno le rappresentanze della Rivart, di Amtec e di Floramiata, che a regime occupano circa 500 persone, messe in ginocchio dalla gravissima crisi del settore. Aziende che operano negli ambiti più diversi: dalle raffinatissime e ultime tecnologie dell’Amtec, azienda di eccellenza, inserita in nuovi percorsi di Finmeccanica relativi alla fusione di due aziende del Gruppo: Selex Communications ed Elsag Datamat. La nuova Selex- Elsag (che ha il controllo del 100% di Amtec spa) ufficialmente è nata il 1º giugno 2011, ma già da prima, nel percorso previsto dal piano industriale di due anni, si è delineato il ricorso agli ammortizzatori sociali. E poi Floramiata la più grande azienda florivivaistica della Toscana che con i suoi oltre 200 lavoranti era il fiore all’occhiello dell’Amiata. Ora lavoratori in cassa integrazione e stipendi arretrati da pagare, senza che si vedano spiragli all’orizzonte. E infine la nuova Rivart, impresa di proprietà di un gruppo nazionale, che estrae tannino e produce pannelli di legno e che con la sua crisi si porta dietro una filiera importante, quella del il legno che le conferivano le ditte impegnate nel taglio del bosco, soprattutto quelle di Santa Fiora: 500 persone che non hanno più certezze nella morsa di una crisi cominciata anni fa.
Chiti andrà poi ad Arcidosso, dove dopo aver parlato di riforme istituzionali, compresa quella delle Province, incontrerà le aziende del versante grossetano dell’Amiata. Anche qui grande preoccupazione per il polo agroalimentare della Fornacina (Santa Fiora), in crisi già dal 2008 ma ancora con operai in cassa integrazione, nonostante l’acquisizione della maggioranza azionaria da parte della Società Grandi Salumifici Italiani. Crisi forte anche per l’azienda agricola e agrituristica di Cortevecchia (Semproniano) sorta nella ex zona mineraria. Poi vi sono le aziende con una tenuta forte, ma che non sono rimaste esenti da scricchiolii, un po’ in tutti gli ambiti. Una montagna a rischio “estinzione lavorativa”, a cui si aggiunge il costante stillicidio di servizi essenziali: le poste, scippate una ad una, con diminuzione di apertura giorno dopo giorno; la sanità depauperata, le scuole accorpate e private delle presidenze storiche. Un’Amiata periferia regionale, spesso dimenticata e che sopravvive solo per un impegno innegabile delle amministrazioni locali, al di là dei colori politici.
E, ciliegina sulla torta, a dimostrazione di questa emarginazione inarrestabile, è fresca la notizia che, nonostante l’impegno anche delle istituzioni, l’ufficio di Equitalia di Arcidosso, chiuderà i battenti il 31 dicembre prossimo.
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