Proteste
Ceccarelli: «La Pascoli non è a rischio»
L’assessore rassicura i genitori, oggi pomeriggio incontro sul futuro dell’istituto comprensivo
GROSSETO. Ridefinire il sistema scolastico e correggere il tiro sugli istituti comprensivi, affinché non si dimostrino un pastrocchio, è una bella impresa: gli iniziali limiti imposti dal governo, soprattutto per quel che riguarda la quantità di alunni per ogni nuova realtà costituita, hanno creato più di qualche grattacapo, tanto che in Maremma in molti avevano parlato di “scelte calate dall’alto”.
Oggi, mentre siamo alla vigilia dell’ennesimo incontro – sarà coinvolta la scuola Giovanni Pascoli - l’aria che tira è diversa. Negli ultimi tempi qualcosa si è mosso, anche grazie – può sembrare un paradosso ma è così – alla revisione della spesa avviata dal governo Monti. È per effetto dell’ormai famosa spending review che il numero di alunni necessari per formare un comprensivo è stato limato, passando da mille a novecento. Un parametro che dà un po’ di respiro a un’azione tutt’altro che semplice. Punti di vista.
Da un lato c’è chi alla riforma deve mettere mano, Comune e Provincia in primis. Poi ci sono gli insegnanti, che non se la sentono di riprendere l’auto e tornare, dopo anni di pendolarismo, a macinare chilometri per raggiungere paesini sperduti nelle campagne. Dall’altra parte si fanno sempre più forti le rimostranze dei genitori, che puntano il dito sulla necessità di mantenere la continuità del percorso didattico, oltre alla possibilità di scegliere la scuola dei propri figli. Infine ci sono loro, i protagonisti della vicenda: i ragazzi. Tanto per intendersi, in alcuni casi c’è anche il rischio che una volta accorpate più scuole, l’ipotetica elementare offra alla media un numero di studenti eccessivo, o non sufficiente per iniziare il nuovo anno. In questo caso, per far tornare i numeri, qualche alunno potrebbe essere spinto a cambiare istituto e magari a dover salutare la scuola del proprio quartiere per andare a studiare dall’altra parte della città.
La serie di questioni è stata affrontata durante cinque incontri, avvenuti in ogni comprensivo del Grossetano. Questi sono l’esempio più evidente che un’apertura allo stato attuale delle cose, c’è. Nel pomeriggio di oggi, alle 16,30, si terrà il sesto appuntamento, quello dedicato alla Pascoli. “Addio alla Pascoli?!”: eccola la frase che ieri era possibile leggere sul cartello appeso all’esterno della storica scuola dai rappresentanti dei genitori. Nell’aula magna dell’istituto ci saranno l'assessore provinciale alla scuola, Cinzia Tacconi, e il parigrado comunale, Luca Ceccarelli che assicura: «La Pascoli non è a rischio».
Insomma un gran movimento cui seguirà il parere del provveditorato e l’eventuale delibera provinciale, prevista per la prima settimana di dicembre. L’atto amministrativo dovrebbe porre fine alla faccenda e tirare le somme, finalmente, di un indirizzo condiviso. Certo resta centrale il ruolo del Comune, che infatti sta lavorando alle correzioni.
Di nodi da sciogliere ne restano diversi. Non ultimo quello riguardante l’inclusione, nel piano dei comprensivi del capoluogo, di realtà scolastiche che appartengono ad altri Comuni, come Castiglione delle Pescaia e Scansano.
Maurizio Bernardini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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