Italia
Spiraglio alla Coopservice Quattro saranno barelliere
Ufficiale, una parte delle lavoratrici a gennaio farà anche il trasporto materiali Restano 35 persone in mobilità, ma il gruppo si ridurrà per i pensionamenti
GROSSETO. Le vestaglie a strisce della Coopservice hanno vinto la prima battaglia. Qualcosa si sta muovendo e la procedura di mobilità, cui sono sottoposte 35 lavoratrici – usiamo il femminile, gli uomini in organico sono in netta minoranza - adesso fa meno paura.
Per ieri mattina era proclamato uno sciopero del servizio di pulizia degli ospedali maremmani e così è stato. Il segnale è arrivato chiaro. Tanto che questa volta, mentre davanti all’ospedale andava in scena una rumorosa protesta, a ricevere le delegate dell’impresa di pulizie, capeggiate da Andrea Ferretti della Filcams Cgil, c’era il direttore generale dell’azienda sanitaria, Fausto Mariotti.
Un fatto che non può passare inosservato, tanto più se si tiene in considerazione la posizione dell’Asl che, da subito, si è tirata fuori da ogni possibile discussione, relegando la faccenda a uno scontro tra la cooperativa e i sindacati. Alla riunione - cui ha partecipato anche Francesco Ghelardi, il direttore amministrativo della asl che ha seguito tutta la vicenda – si è ragionato sul da farsi in modo costruttivo, e ora appaiono veramente aprirsi preziosi spiragli per chi è a rischio disoccupazione: «Da gennaio almeno tre, quattro addette alla Coopservice saranno impiegate nel trasporto materiali e barellati», dice soddisfatto Ferretti. La notizia era già stata pubblicata dal Tirreno un paio di mesi fa.
Ma forse i tempi ancora non erano del tutto maturi. Tanto che qualcuno si era infastidito per un qualcosa che invece sembrava destinato a dover fare la fine del segreto di Pulcinella. Tutto concluso dunque? Macché. «Tant o per cominciare – continua Ferretti – qui ci sono ancora 35 persone in mobilità. Quel che vogliamo è che la cooperativa ritiri la procedura attivata, perché non è possibile dare ulteriore lavoro a chi vuol licenziare. Poi, una volta scongiurato il pericolo, potremo discutere volentieri di tutto. In questo senso, anche Mariotti si è reso disponibile a darci una mano per far tornare sui suoi passi la Coopservice». Intanto prosegue il valzer d’incontri: per oggi è previsto quello tra Filcams Cgil e l’assessore regionale al lavoro, Gianfranco Simoncini.
Mentre nei prossimi giorni sarà la volta di Coopservice e asl guardarsi negli occhi. Tutto in attesa del confronto vero e proprio, quello regionale, che a fine mese riguarderà tutte le parti in causa: dalla cooperativa alla Asl, passando per gli assessorati regionali al lavoro e alla salute. Ovviamente non mancheranno neppure i sindacati.
Qui utilizziamo il plurale, ma la stessa cosa non può essere fatta per la manifestazione di ieri: «Ci siamo solo noi – urlavano le lavoratrici - le altre sigle sindacali hanno dato forfait sabato mattina». Già, ma al netto di tutto qual è il futuro che si presenta davanti agli occhi delle dipendenti Coopservice? Dovesse tutto andare bene, al massimo si tornerebbe alla cassa integrazione, in attesa dell’inevitabile fisiologica diminuzione della forza lavoro: tra pensionamenti e dimissioni di chi riesce a trovare un’occupazione più stabile, il gruppo delle vestaglie a strisce è destinato ad assottigliarsi.
La speranza è che la qualità igienica nei locali degli ospedali non segua lo stesso destino.
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