Il Tirreno

Grosseto

Lo spettro degli “sciacalli” Partono le ronde fai da te

di Claudia Della Verde
Lo spettro degli “sciacalli” Partono le ronde fai da te

Sin da lunedì girava voce di furti nelle case e nei negozi lasciati incustoditi Ieri la conferma dal sindaco, gruppi si attrezzano per la sorveglianza notturna

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ALBINIA. «Qua c’è gente che potrebbe non avere più nulla, non possiamo permetterci che venga portato via anche quel poco che gli è rimasto. Siamo restati per questo».

Così Giuseppe Guastafierro, diciottenne albiniese deciso a voler proteggere il proprio paese da ingressi indesiderati, parla del servizio da volontario notturno avviato nella serata di martedì. Come lui una quarantina di ragazzi, giovanissimi ma tutti maggiorenni, impegnati nella perlustrazione della frazione nelle ore più a rischio, quando il sole smette di vigilare sulle zone travolte dall’alluvione.

Nella sua “squadra”, costituitasi martedì, anche Lorenzo Santini, Francesco Becci e Julio Miguel Garrito; il gruppo più giovane tra i partecipanti alle ronde al chiaro di luna, tutti tra i 18 ed i 21 anni.

Così ad Albinia, tra il fango per le strade e le serrande bloccate dei negozi danneggiati, si materializza l’incubo sciacalli. Sembravano chiacchiere, voci di quartiere che si rincorrevano tra i pochi abitanti rimasti nella frazione, ormai popolata più da volontari accorsi per dare una mano che da paesani. Eppure quelle voci hanno trovato un megafono nel consiglio comunale di ieri, dove il sindaco Monica Paffetti ha introdotto l’argomento sciacallaggio come un problema reale e tangibile. «In situazioni come questa il lato umano deve prevalere su tutto e serve rispetto per il dolore della gente – ha detto – purtroppo però sono stata avvisata di azioni indegne, sciacalli che hanno rubato in case e negozi».

E di persone viste uscire da portoni con quadri e oggetti di vario valore sotto braccio ne sono state avvistate diverse; i fatti, però, pur segnalati agli agenti presenti sul posto, non hanno sortito l’effetto né di intrappolare i malviventi né di recuperare la refurtiva.

A raccontare il timore che ha spinto a costruire più squadre di sorveglianza è Lorenzo Ciaramella, commerciante che per primo ha perso la propria attività su via Aldi.

«Di gente sospetta ne ho vista diversa – dice – e sono stato avvisato da amici e conoscenti di gruppi di giovani non identificati che giravano tra le case nella notte. Visto che al momento è già difficile quantificare le perdite nei vari negozi ho lanciato un appello a cui hanno risposto in molti, e il numero è destinato a crescere. In assenza di una vera organizzazione “istituzionale” ci attrezziamo come possiamo per garantire un po' di sicurezza in più ai nostri concittadini».

Ciaramella, una persona adulta rispetto ai ragazzi volontari, ha deciso poi di vestire i panni del coordinatore delle ronde, comprando torce ai ragazzi e fissando orari precisi in cui dividere il servizio di sorveglianza. «Abbiamo stabilito tre turni: dalle 20 a mezzanotte, da mezzanotte alle 4 e dalle 4 alle 8 del mattino, per non lasciare i giovani in giro per tutta la notte e per garantire una copertura continua al paese. Spesso vado con loro: sono anche meccanico e posso dare una mano a chi ha problemi con le pompe di drenaggio».

Le parti più battute sono quelle rimaste al buio e invase dal fango, come via de Witt e via Paolieri, dove le case sono rimaste vuote e le vetrine dei negozi sono state abbattute dalla furia dell’acqua. Ma i volontari della notte non sono solo i giovani albiniesi radunati per l’occasione. Ranieri Cecconi è un ragazzo che non sapeva nulla dell’organizzazione delle ronde, ma che ogni sera, dalle 20 in poi, esce comunque di casa con altri cinque coetanei per monitorare la situazione dalla strada che dalla ferrovia arriva al centro paesano.

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