Il Tirreno

Grosseto

Le roulotte sott’acqua e una famiglia perde tutto

di Maurizio Bernardini
Le roulotte sott’acqua e una famiglia perde tutto

La disperazione dei Marmotta, proprietari di un rimessaggio ad Albinia «Dovremo ripartire da capo e pagare i danni ai clienti, speriamo ci aiutino»

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ALBINIA. Una tragedia è fatta di storie. E quella di Fabio Marmotta e Daniela Marianelli è una di queste. I due risiedono al primo piano di un casolare alle porte di Albinia. Hanno perso tutto: l’impresa di famiglia è distrutta, così come le due automobili di proprietà, inghiottite dal fango. A svegliarli, lunedì mattina, l’acqua del fiume Albegna esondato. «Il fango continuava a salire velocemente – dice, con la voce rotta dalla commozione, Daniela – non sapevamo cosa fare». Già alle sette del mattino la situazione era critica: «Pochi minuti, ed è stato l’inferno. Nel nostro stesso podere vivono la famiglia di mia nipote e il fratello di mio marito che, dopo i soccorsi, è stato trasportato all’ospedale di Orbetello per un lieve malore. Quando è iniziato l’allagamento sono tutti saliti al piano superiore da noi. Compresi due ragazzi di 12 e 14 anni e una bambina di 10: li ha portati su il babbo in braccio, l’acqua era già alta mezzo metro. Poi ha riempito le loro abitazioni».

Intanto il tempo passava e «Vedevamo la nostra attività, quella per cui abbiamo lavorato una vita, andare a rotoli»: sì, perché i Marmotta sono piccoli imprenditori e come tanti “colleghi” hanno dovuto sommare il disastro personale a quello lavorativo. Possiedono un rimessaggio di roulottes in cui centinaia di vacanzieri parcheggiano le proprie casette mobili durante l’inverno. «Guardavamo i mezzi slittare come barche – dice ancora Daniela – è stato tremendo. Alcuni hanno percorso decine e decine di metri. E mentre stavamo là, impotenti ad assistere dalla finestra a questa scena, non mancavano le chiamate al cellulare: erano alcuni proprietari delle roulottes che già chiedevano i danni». Intanto da diverse ore le famiglie erano completamente isolate «Non ci restava che rimanere in attesa dei soccorsi e assistere al disastro: il pick-up che utilizziamo di solito per lavoro, così come il nostro fuoristrada, iniziavano a scomparire sotto la furia del fango». Lì, dentro quell’acqua torbida, sono finiti anche numerosi animali: «Ci siamo affacciati sulla terrazza e abbiamo visto India, uno dei nostri cani, sopra un pancale di legno, trascinata dalla corrente. Una scena straziante. Tutt’intorno era una catastrofe (poi è stata ritrovata, ndc)». Accanto al podere invece Rocky e Bea: sono un boxer e un labrador, hanno nuotato controcorrente risalendo sino alle scale che portano alla parte superiore dell’edificio, quella dove abitano i Marmotta. Uno scenario apocalittico durato ore. Finché, nel tardo pomeriggio, è arrivata un’imbarcazione della protezione civile: «Mi hanno portato al cancello d’ingresso del podere – ricorda Fabio – per sbloccare il motore elettrico fuori uso, altrimenti la barca non sarebbe riuscita a passare bene. Mi sono dovuto immergere, l’acqua era gelida, ma per fortuna ce l’ho fatta». Il gruppo è stato poi trasportato prima verso la strada della Parrina, poi, con un ambulanza, a Orbetello. Lì hanno trovato alloggio in una struttura alberghiera, ricevendo un pasto caldo e panni asciutti grazie all’aiuto di amici e volontari. «La mia impresa – commenta amaro Fabio - me l’ha portata via l’acqua. Cercherò di recuperare il recuperabile. Altrimenti, vorrà dire che dovrò ripartire da capo a cinquant’anni. Non sarà facile. Spero che lo Stato e gli enti locali non ci lascino soli».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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