Sicurezza
Indagini su segnaletica e divieti «Sul ponte passavano in tanti»
Testimonianze da Sant’Andrea, la Procura ha aperto un ulteriore fascicolo sulla viabilità Ma la Provincia ribadisce: le transenne erano state installate in corrispondenza di tutti i tratti a rischio
GROSSETO. Transenne, cartelli di divieto d’accesso e qualche birillo color arancione. Sono queste le segnaletiche che la macchina di soccorso e prevenzione, formata da Provincia, Protezione Civile e forze dell’ordine, ha utilizzato nella zona di Marsiliana, nel Comune di Manciano.
Così come in tutte le altre zone in Maremma flagellate dal maltempo dei giorni scorsi. E sono proprio gli aspetti su cui gli inquirenti stanno investigando, per capire come quella Fiat Punto marchiata Enel sia finita nel fiume Albegna. In quell’incidente infatti, andato in scena lunedì sera intorno alle 22.30, in piena emergenza su tutto il territorio, hanno perso la vita tre persone, in ritorno da una convention da Roma: Antonella Vanni (48 anni), Paolo Bardelloni (59) e Maurizio Stella (47). Gli attori della macchina di prevenzione lo hanno spiegato sin dai primi minuti: «Non potevamo mettere dei posti blocco su tutte le strade chiuse in quel momento».
Perché negli stessi istanti c’erano 4.000 persone ad Albinia ricoperte di acqua, sfollati arrivati dalle campagne e un intero territorio piegato da un’ondata di maltempo senza precedenti. E lì, su quel paese martoriato, con le persone terrorizzate dall’acqua che stava salendo, si era concentrata la maggior parte dei soccorsi.
La Procura della Repubblica di Grosseto sta investigando soprattutto sulle modalità di chiusura della strada provinciale che conduce al ponte crollato, in particolare rispetto al posizionamento della segnaletica stradale che doveva bloccare il traffico e vietare l’attraversamento dei tratti a rischio. Dalla Provincia assicurano che le transenne nei punti chiave c’erano e ci sono state per tutta la giornata, come confermano i conducenti dei vari mezzi di soccorso che hanno transitato in quella zona. Tutto quanto era possibile fare è stato fatto, insomma.
Ma intanto la Procura ha aperto anche un altro procedimento, volto ad accertare le eventuali responsabilità per quanto accaduto in Maremma. D’altro canto, però, anche un’altra cosa è ormai certa. Su quelle strade lunedì hanno viaggiato anche altre auto e motocicli. «La mattina c’era anche chi faceva le foto dal ponte che poi è crollato la sera», dice un abitante di Sant’Andrea, il paese a due passi dal luogo dell’accaduto. «In corrispondenza del bivio che separa Sant’Andrea e Marsiliana c’erano soltanto dei birilli di segnalazione, per tutta la mattina. – continua – Poi nel pomeriggio hanno messo anche un cartello di divieto di transito».
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