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esequie in piazza provvidenza

Capalbio in lacrime per il suo Giovanni

Capalbio in lacrime per il suo Giovanni

CAPALBIO. Nel piccolo borgo di Capalbio, si è celebrato ieri l’addio a una delle vittime della spaventosa alluvione. Una tragedia che ha colpito a tradimento l'anima ed il cuore della famiglia...

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CAPALBIO. Nel piccolo borgo di Capalbio, si è celebrato ieri l’addio a una delle vittime della spaventosa alluvione. Una tragedia che ha colpito a tradimento l'anima ed il cuore della famiglia Serrati, strappandole con la violenza di un torrente in piena uno dei suoi affetti più cari, Giovanni Serrati.

L'intera comunità si è riunita ieri alle 15 nella piazza di Capalbio per dare l'ultimo saluto a Giovanni: dentro e fuori la piccola chiesa in piazza Provvidenza tutti i cittadini, facce scosse, ancora increduli davanti a quanto ha potuto la furia incontrollata e devastante della natura. Lacrime, ma anche silenzio, un silenzio commovente spezzato poi, da un lungo applauso al momento dell'uscita del feretro dalla chiesa.

Il grave evento meteo che ha colpito la Maremma nei giorni scorsi, da Capalbio alla vicina Orbetello, con epicentro ad Albinia oltre a fracassare argini, strade, ponti, ed allagare case, cantine, garages e centinaia di ettari di terreno coltivati, ha sconvolto proprio tutti. E Capalbio ha voluto testimoniare la propria vicinanza alla famiglia Serrati. Significativa la partecipazione non solo dei capalbiesi ma anche delle istituzioni, con il dottor Manzo in rappresentanza della Prefettura di Grosseto, la Provincia di Grosseto con il Presidente del consiglio provinciale, l'amministrazione comunale e le forze dell'ordine.

Un abbraccio corale, un gesto di affetto e vicinanza perché, come tiene a precisare il sindaco Luigi Bellumori, «non è soltanto un lutto della famiglia ma anche il dolore di un'intera comunità che sta accanto ai suoi cittadini». Sempre dal primo cittadino un ricordo commosso di Giovanni. «Era contento e soddisfatto del lavoro, delle tante olive che quest'anno erano arrivate al frantoio, Giovanni era infatti amministratore del frantoio della cooperativa di Borgo Carige».

Ed è proprio il Frantoio che Giovanni lascia la notte tra l'11 e il 12 novembre per rientrare a casa. Poi quel crollo che non gli ha lasciato scampo: tutto troppo improvviso, tutto così cattivo per poter dare tempo di reagire.

Giulia Macrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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