Proteste
Marras: «È una tragedia ma ci risolleveremo»
Già oggi parte l’elenco dei beni pubblici distrutti, poi sarà chiesta la deroga al patto di stabilità: «Se non potremo spendere, chi aggiusterà le strade?»
GROSSETO. «Oggi stiamo contando non solo danni, ci sono anche delle vittime: casualità, situazioni non evitabili, non lo so, ma questa si sta trasformando veramente in una tragedia».
Il presidente della Provincia Leonardo Marras non si capacita di quanto è accaduto nella zona di Albinia, un evento che ha fatto saltare tutte le certezze residue sul rapporto tra clima e territorio.
«Albinia – osserva Marras – non aveva mai subito qualcosa del genere, non era nemmeno inserita nei piani di assetto idrogeologico come area a rischio, proprio perché l'osservazione aveva detto, in qualche modo, che questo tipo di accadimento era improbabile, ma quanto è successo cambia tutto, è piovuto – prova a spiegare il presidente – quello che viene in tempi di ritorno di 500 anni, è qualcosa che va al di là delle previsioni...».
L'unica risposta, per Marras, può venire dal far diventare ordinari «gli interventi e alle politiche pubbliche, trovando quelle strategie che limitino i danni, perché gli eventi calamitosi procureranno sempre danni, bisogna sperare che, in futuro, questi danni si trasformino solo in disagi».
Per il momento, però, c'è da guardare alle persone e alle aziende che hanno subito l'alluvione, nella zona di Albinia, la più martoriata.
«Abbiamo fatto una perlustrazione aerea – racconta Marras – e l'immagine è quella di due lingue di mare – una il bacino dell'Ombrone, l'altra il bacino dell'Albegna – e in quest'ultima non si distinguono più il mare, la laguna, la terra... Fare il conto dei danni è ancora prematuro – prosegue – perché in questo momento dobbiamo ancora soccorrere le persone, devono essere ripristinati i servizi essenziali, a partire dall'energia elettrica, la depurazione, l'approvvigionamento idrico nel centro abitato... Ci sono vaste aree dell'abitato di Albinia ancora sotto l'acqua e, al momento, ci sono 800 persone che sono state evacuate ed è probabile che vengano evacuate in numero superiore. Tanti volontari che stanno affluendo, ormai da tutta Italia, e ci daranno una mano a liberare dal fango i nostri centri, le nostre case». Ma un funzionario della Regione ha parlato di danni superiori a quelli della Lunigiana l’anno scorso, oltre 85 milio ni euro.
Marras sottolinea poi che l'alluvione ha colpito duramente anche una delle zone più significative dal punto di vista produttivo. «L'area colpita – dice – è, dal punto di vista agricolo, una delle più ricche della provincia di Grosseto, è una delle aree industriali dell'agroalimentare più importanti, ci sono imprese sepolte dal fango che hanno i macchinari compromessi, credo, in modo irrimediabile, per non parlare delle produzioni... Questo implica un'emergenza anche occupazionale, e in questo caso occorre rispondere degnamente, sicuramente e subito, dando prova di noi: seguendo il grande esempio degli emiliani, dobbiamo compiere gli stessi sforzi e avere la stessa reazione». Ma la Provincia non perderà tempo nemmeno per conteggiare i danni. «Entro domani sera invieremo alla Regione l'elenco ipotetico dei danni al patrimonio pubblico. Il presidente della Regione è stato molto chiaro, qui serve ma legge non di emergenza, ma che affronti una situazione di emergenza che è ricorrente e che ci consegni alcuni strumenti, il primo è quello di derogare al patto di stabilità, perché non potremmo nemmeno intervenire a ripristinare le vie di comunicazione se questo non ci viene consentito».
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