Il Tirreno

Grosseto

Inghiottiti dalla strada Muoiono tre lavoratori

Dall'inviato Carlo Bartoli
Inghiottiti dalla strada Muoiono tre lavoratori

L’asfalto sul ponte di San Donato si è trasformato all’improvviso in una voragine L’auto è stata inghiottita dal fango e scaraventata dall’altra parte della riva

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MANCIANO. Una voragine aperta nell'asfalto, impossibile da scorgere in tempo per riuscire a frenare nell'oscurità di una notte di tempesta e sotto una pioggia battente che riduceva al minimo la visibilità.

Paolo Bardelloni, Antonella Vanni e Maurizio Stella sono morti così, andando a sbattere con la loro Fiat Punto dell'Enel contro quello che rimaneva del terrapieno del ponte di San Donato sull'Albegna.

Sull'asfalto della strada provinciale 94 che da Marsiliana taglia verso Magliano e che intendevano percorrere verso Scansano per poi raggiungere Larderello, Paolo, Antonella e Maurizio hanno trovato una voragine che li ha inghiottiti senza dare loro scampo.

I tre tecnici dell'Enel erano di ritorno da Roma, dove avevano seguito un corso aziendale sulla sicurezza. L’Aurelia era allagata, lunedì sera e loro hanno deciso di piegare verso l'interno, probabilmente all'altezza di Pescia Fiorentina e da Garavicchio hanno raggiunto Marsiliana imboccando poi la provinciale di Sant'Andrea che doveva, in teoria, essere chiusa al traffico. A quell’incrocio, avrebbero salutato altri colleghi di lavoro che viaggiavano su un’altra auto. Dopo essersi lasciati alle spalle Marsiliana, i tre stavano percorrendo la lunga semicurva che li ha portati a salire sul ponte, mentre tutto intorno l'Albegna aveva allagato tutta la piana. Paolo, Maurizio e Antonella non si potevano essere insospettiti di niente, le cinque campate in cemento armato del ponte stavano tenendo benissimo, ma al termine dell'ultima campata, dove il terrapieno forma la rampa di discesa, si era creata una voragine lunga una decina di metri e profonda una quindicina. Una trappola micidiale: la Fiat Punto è finita contro il terrapieno, proiettando sull'asfalto vetri e altri detriti. Ingoiata dall'acqua mista a fango, la vettura è stata sbattuta prima all'indietro e poi è passata di nuovo di là dal ponte andandosi a incastrare sulle rive a pochi metri di distanza.

I soccorritori del nucleo speleoalpino e fluviale dei vigili del fuoco hanno dovuto rinunciare a qualsiasi tentativo di recupero che è stato possibile soltanto nelle prime ore della mattinata: un gruppetto di soccorritori si è calato con un verricello sulla riva sottostante ed ha estratto i corpi di Paolo e Maurizio, seduti sui sedili anteriori con ancora le cinture allacciate, e Antonella.

Sulla tragica morte dei tre tecnici, indaga la magistratura e si sta cercando di capire se e come fosse stato segnalato il divieto di transito sul ponte. Le dichiarazioni di Massimo Luschi, dirigente della protezione civile, e del presidente della Provincia Leonardo Marras sono nette. La strada era chiusa da lunedì mattina da una transenna, ha spiegato Marras, e la chiusura era segnalata da un cartello. «La transenna - ha detto - non bloccava il passaggio ma era ben visibile». Ora la Procura vuol capire se le informazioni agli automobilisti e le segnalazioni installate sul posto erano adeguate. Un primo comunicato della Provincia, diramato alle 13 di lunedì, non riporta nell'elenco delle strade chiuse, la provinciale di Sant'Andrea e un operaio dell'Enel ha affermato di essere transitato proprio in quel punto un'ora prima della tragedia. È questa una testimonianza suffragata da una serie di telefonate che sarebbero arrivate al 112 da parte di alcuni cittadini che adesso i carabinieri stanno cercando di rintracciare. In un video postato sul nostro sito internet da un lettore scorrono le immagini girate lunedì. È giorno, e le auto passano sul ponte. Ma quando sono arrivati i carabinieri, chiamati da un agricoltore che aveva visto sparire l’auto nel nulla, la transenna e il cartello erano lì.

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