Il Tirreno

Grosseto

Coltivazioni distrutte Semproniano a pezzi

di Fiora Bonelli
Coltivazioni distrutte Semproniano a pezzi

Ben 350 ettari di campi travolti dalla furia del Fiora, dell’Albegna e del Caese Agricoltori in grossa difficoltà: Arcidosso fa i conti con le frane e le vie chiuse

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AMIATA. Alla luce di un pallido solicello mattutino, l’Amiata, dopo il disastro del giorno precedente, fa il bilancio e prova a contare i danni.

La situazione più drammatica è a Semproniano, ma anche Arcidosso e Castell’azzara non ridono. Meglio a Castel del Piano e Roccalbegna dove si tira un sospiro di sollievo.

SEMPRONIANO Il giorno dopo, si fa i conti con ben 350 ettari di campi seminati o già pronti per la semina completamente travolti dall’acqua e inondati di ciottoli e sassi grossi, depositati dalla furia del Fiora, dell’Albegna e del Caese. «Situazione gravissima per le nostre aziende agricole», afferma il sindaco Gianni Bellini. Campi erosi dalla forza dell’acqua, inondati e rovinati. Un disastro, che per il comune costituisce un gravissimo danno, sia ambientale che economico. La zona interessata da questa vera e propria disseminazione di ciottoli di fiume, è quella che si chiama “Le Valli”, che guarda verso Manciano: «Ma oltre Le Valli anche le Piane, a Cortevecchia, sono state letteralmente distrutte. E poi c’è la zona dell’Albegna con danni ingenti, la parte che guarda verso Saturnia. Non si tratta di fango e basta - spiega Bellini - ma di un deposito di sassi grandi lasciati qui dalla violenza delle correnti che hanno rotto i letti dei fiumi».

Ma non basta. Il comune di Semproniano, oltre la fragile viabilità rurale dissestata e da ripristinare in toto, segnala una frana alle Rocchette di Fazio, dove la strada si è interrotta ed ha isolato il podere Il Ghiacciale. Un’azienda dove si allevano oche ha visto franare la strada: il podere è rimasto isolato. Bisognerà valutare, appena il tempo sarà stabile, se ricostruire la strada passando da un’altra parte. «Perché altrimenti ogni volta che piove forte, la situazione è così». In mezzo a cotanto disastro, una buona notizia. A Semproniano è tornata la corrente elettrica e l’acqua, interrotta a lungo. «Merito degli operai dell’Enel e del Fiora che hanno lavorato in condizioni di grandissima difficoltà fino alle 2 di notte, ma che sono riusciti, alla fine, nello scopo di ridare acqua e luce al capoluogo».

CASTEL DEL PIANO Colpite duramente le aziende anche a Castel del Piano. «L’acqua ha battuto forte, ma non siamo in ginocchio», sottolinea il sindaco Claudio Franci.

È lui stesso che enumera i danneggiamenti più significativi il cui costo economico deve essere ancora valutato. «L’esondazione del Piombato, un corso d’acqua che in regime normale è poco più di un fosso, ha creato gravi difficoltà a un’azienda di fiori e piante che ha il punto vendita sulla provinciale - dice il primo cittadino - Fango alto e detriti che hanno riempito il piazzale e il magazzino. E poi i campi seminati di Montenero, alluvionati dall’esondazione dell’Orcia e molti danni alla strada vecchia di Montegiovi, interessata da crolli, e da perdita del manto stradale. Ma a confronto di altre realtà, ce la siamo cavata senza troppi danni».

E a proposito di Montegiovi, Aldo e Angela, i gestori del centro polifunzionale di cui abbiamo scritto ieri, continuano a chiedere al Comune di intervenire con urgenza nella struttura nella quale piove dal tetto e dalle finestre.

ARCIDOSSO Le spine nel fianco di Arcidosso, invece, sono la viabilità e le frane. «I danni sono gravi», commenta il sindaco Emilio Landi. Non del tutto valutabili in termini finanziari: 50.000 euro servirebbero giusto per qualche rattoppo.

«Ci è crollato addirittura il ponte dei Rosticci. È esondato infatti il fosso del Giunco, che ha travolto il ponte e ha invaso via Giuranna, sotto la Madonna Incoronata».

Asfalto dissestato, detriti dappertutto, muretti franati. Ma soffre tantissimo la viabilità rurale: strada spaccata in due quella che porta dalla provinciale alla Torre di David, una strada franata sotto a Montelaterone e la frana, proprio sotto la chiesetta delle Stiacciaie, verso la località il Palazzo, frana che ancora è in atto e su cui, dunque, nemmeno si può intervenire al momento.

E poi allagate e quasi impercorribili le strade dei Grappolini, delle Capannelle, di Lo Guardio e il Pino. Smottamenti anche nella viabilità dei Rondinelli. «Oggi, tempo permettendo - conclude il sindaco di Arcidosso - cominceremo qualche intervento per il ripristino dei danni più macroscopici, poi degli altri».

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