Il dolore
Cassa integrazione alla Copaim
Azienda allagata, produzione ferma. Lombardelli: «Nessuno ci ha avvertito, ho fatto evacuare io tutti»
ALBINIA. La Copaim, una delle aziende più grandi della Maremma, manda i suoi 130 dipendenti in cassa integrazione. L’accordo è stato firmato ieri. E non potrebbe fare diversamente: tutto il piano terra, dove ci sono i magazzini e il reparto produzione, è allagato. Lunedì c’era oltre un metro e mezzo d’acqua. Come la Copaim sono decine e decine le aziende in ginocchio, dalla Sicet a tutte quelle della zona artigianale.
Ma la rabbia del presidente, Daniele Lombardelli, non è rivolta solo alla furia della natura, a una pioggia fuori da qualunque previsione, ma soprattutto alla totale mancanza di un allarme. L’azienda è stata evacuata solo perché lui ha visto l’acqua arrivare dalla finestra del suo ufficio.
«Lunedì mattina quando sono arrivato in ufficio –ci racconta – la situazione era normale. Pioveva, niente di più. Ma dal mio ufficio, in lontananza, si vedeva la campagna allagata. Da noi l’attività era regolare».
Poi, però, qualcosa è cambiato. «Dopo un’ora la pressione dell’acqua ha sfondato il terrapieno della ferrovia, nella zona alle spalle dell’abitato, proprio dietro al ristorante Rosa dei Venti (poi allagato completamente, ndr). L’ho visto in diretta. Un attimo e ho fatto evacuare l’azienda. In dieci minuti eravamo tutti fuori e abbiamo anche avvertito i vicini. Né noi, né loro, hanno avuto una telefonata da nessuno. Niente di niente».
Così l’acqua ha invaso l’azienda. Al piano terra la Copaim ha i magazzini dei prodotti freschi e tutto il reparto produzione: «Se lo avessimo saputo un’ora o due prima avremmo messo in salvo qualcosa. Invece tutto è perduto, materie prime e macchinari. Noi facciamo prodotti freschi, non abbiamo neppure scorte in magazzino o in frigorifero. Siamo in ginocchio: al piano terra c’erano quasi due metri d’acqua, si sono salvati solo gli uffici al primo piano. Per ripartire ci vorrà tempo. E ci vorranno soldi».
Così, inevitabile, è giunta la cassa integrazione per tutti i dipendenti: «E cosa altro possiamo fare? L’azienda è bloccata: non possiamo produrre, consegnare, niente di niente. Siamo fermi in attesa che questa maledetta acqua se ne vada via. Poi ci rimboccheremo le maniche. Ma voglio capire come sia possibile che nessuno ci abbia avvertito. Eppure l’acqua dall’Albegna a qui ci ha messo un bel po’ di tempo».
@guifiorini
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