Il Tirreno

Grosseto

Con il fango alle ginocchia Il racconto degli sfollati

di Claudia Della Verde
Con il fango alle ginocchia Il racconto degli sfollati

Albinia il centro più colpito di tutta la Maremma, il dramma delle famiglie Per tutto il giorno la mobilità è stata garantita dai gommoni dei vigili del fuoco

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ALBINIA. Albinia sott'acqua, così come la campagna di Polverosa, San Donato e la Barca del Grazi; Talamone e Fonteblanda senza luce. Queste le frazioni di Orbetello in ginocchio per il mal tempo dopo lo straripamento della foce Osa, del fiume Albegna dei relativi affluenti. Il capoluogo lagunare si attrezza all'emergenza: era dai tempi del naufragio della Concordia che il palazzetto dello sport del capoluogo comunale non veniva riempito da tanta disperata umanità. Naufraghi in quell'occasione, e in un certo senso anche stavolta. Persone costrette a dover abbandonare la propria casa perchè inondata a seguito dello straripamento dell’Albegna e dei suoi piccoli affluenti, trasformati in mostri di acqua e fango che non hanno lasciato scampo a nessuno. Una quarantina ieri mattina, un centinaio arrivati a sera, gli sfollati che sono stati portati nel centro di accoglienza di Neghelli attrezzato da Comune e Asl per l'emergenza, per poi essere smistati nelle strutture Caritas e parrocchiali di Orbetello. Otto i medici presenti dalle prime ore del mattino, tanti infermieri e volontari della Caritas, protezione civile e Misericordia accorsi per portare un proprio contributo e dare supporto a tutta quella gente che ancora non crede di aver perso la propria casa, e con lei tutto ciò che essa conteneva. Le espressioni delle persone dicono tutto: è l'impotenza a predominare sul resto, accompagnata dalla rabbia nel veder annientati in un momento sacrifici di una vita. I racconti degli alluvionati, appoggiati sulle brandine nell'attesa di un pasto caldo ed un caffè dicono tutto: Suya Schembri è una trentenne orbetellana che ha vissuto l'incubo di svegliarsi in un appartamento semi sommerso. «Ho staccato dal lavoro alle 3 del mattino dal bar che si trova a Barca del Grazi - racconta - e sono rientrata a casa. Abito dall'altra parte della strada. La cucina era già allagata, ma ho tolto il grosso e sono andata a dormire. Tutto mi sarei aspettata tranne quello che ho vissuto di lì a poche ore: alle sette, ancora tra sogno e realtà, ho sentito dei rumori. Erano i vigili del fuoco che sono entrati in casa mia per portarmi fuori. Ho aperto gli occhi e cercato di mettere un piede a terra; quello che ho trovato non era il pavimento, ma acqua gelida fino all'ombelico. Mi hanno chiesto di prendere tutto l'occorrente, tipo i documenti, anche perché ben poco si è salvato tra quel mare che avevo dentro casa. A terra avevo anche una valigia piena di vestiti, inutilizzabili. Oggi sarebbe stato il mio primo giorno di ferie, dovevo andare dal mio fidanzato. Quello che mi preoccupa è tornare a casa a vedere cosa è rimasto». Sulla provinciale della Parrina, tra le zone più colpite dal diluvio, c'erano anche Federica Ferrara e Alessandro Emidi i quali, con la voce ancora strozzata e le mani tremanti dicono: «Siamo riusciti ad uscire da soli dalla finestra del primo piano della nostra palazzina della strada provinciale della Parrina - dice lei - quando l'acqua non era ancora arrivata alle nostre ginocchia. Non abbiamo preso nulla, ma la scena delle auto sommerse dal fango è stata agghiacciante. In 42 anni che vivo lì è la prima volta che devo rompere la finestra per poter scappare. Erano le 6.30 e, prima di uscire, abbiamo cercato invano di tamponare l'ingresso dell'acqua in casa. Una volta usciti abbiamo visto il livello di questa salire ancora. Non sappiamo quale sia la situazione adesso e se potremo ritornare per capire se è possibile recuperare qualcosa. Al momento credo proprio improbabile». L'argine del fiume non ha risparmiato neanche gli abitanti di Albinia, costretti in casa senza corrente, né acqua potabile: Paola Foderi e Brunello Bisconti sono tra i testimoni di questa giornata da dimenticare: «in mattinata un'auto della protezione civile è passata sotto casa nostra dicendo a tutti gli abitanti del piani più bassi di salire più in alto poiché stava arrivando la piena dell'Albegna. Non sono passati neanche cinque minuti che, dal terrazzo, abbiamo visto l'acqua avanzare. Noi siamo stati più “fortunati”, stando al terzo piano di una palazzina, e abbiamo perso solo tutto ciò che c'era dentro il garage. Nostra figlia Giulia, poco più che trentenne e trasferita da non molto con suo marito in una casa a piano terra, ha perso tutto. L'acqua è arrivata al soffitto e non sappiamo se qualcosa al suo interno potrà essere salvato». Ad Albinia, per tutta la giornata di ieri, la mobilità è stata garantita soltanto dai gommoni della protezione civile e dei vigili del fuoco, i quali hanno provveduto nell'accertamento delle difficoltà dei cittadini e portato generi di prima necessità a tutti coloro che ne erano rimasti privi. Sempre nella frazione orbetellana è stata disposta la chiusura dell'asilo nido, completamente allagato, per una settimana, mentre le altre scuole del territorio lagunare potrebbero riaprire giovedì.

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