Il Tirreno

Grosseto

Bomba d’acqua, Maremma in ginocchio

di Francesca Gorie Alfredo Faetti
Bomba d’acqua, Maremma in ginocchio

Interi paesi isolati, strade e scuole chiuse. A Capalbio il maltempo fa una vittima, ad Albinia centinaia di evacuati

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GROSSETO. A metà pomeriggio arriva l’sms del sindaco di Capalbio Luigi Bellumori, sul cellulare dell’assessore regionale all’Ambiente Anna Rita Bramerini. A Capalbio, il maltempo ha fatto un vittima. Il passaggio da disastro a tragedia è racchiuso dentro a quel messaggino: il nome di Giovanni Serrati, 73 anni, resterà per sempre legato all’alluvione che ha messo in ginocchio la Maremma, alla pioggia battente che da sabato sera non ha ancora smesso di cadere su questa terra.

L’sms di Bellumori è l’apice di una giornata infernale al centro della protezione civile. In piazza Martiri d’Istia, quei lampeggianti sul tettino delle auto di polizia e carabinieri raccontavano la tragedia che ha fatto piangere tutti da nord a sud. Le scuole sono chiuse in tutta la provincia, i fiumi sono stati, e sono ancora, guardati a vista dai tecnici. La paura che possa accadere di nuovo quello che la città ha subito nel 1966 c’è.

Un sospiro di sollievo sembra arrivare con l’aggiornamento delle 22, quando tutti i dati, a partire dal versante senese, dicono che i livello dell’Ombrone è stabile. «Se dovesse esondare - dice il sindaco Bonifazi - abbiamo pronto un piano d’evacuazione». Quello della protezione civile, ieri mattina, è già stato provato. Un centinaio di persone hanno dovuto lasciare la loro casa ad Albinia, dove l’acqua ha raggiunto due metri e mezzo d’altezza e dove ha cambiato il volto dell’intero paese. Qualcuno è stato costretto a salire sul tetto, a fidarsi dei vigili del fuoco che sono andati a prendere almeno sette persone con l’elicottero. Una donna è stata investita, mentre era alla guida della sua auto, da un’onda. A Orbetello i soccorritori l’hanno estratta dall’abitacolo e l’hanno accompagnata all’ospedale della cittadina lagunare. Anche per Lina Balocchi, 73 anni, il dramma si sarebbe potuto trasformare in tragedia: la donna è in rianimazione, ma non sarebbe in pericolo di vita. Al pronto soccorso ha avuto una crisi respiratoria per la paura.

Sono tante le storie che si sono incrociate in Maremma, ieri, dove gli studenti delle superiori sono rimasti bloccati, una cinquantina, in città e hanno dormito nella palestra di una scuola media.

I commercianti hanno tirato giù le saracinesche dopo aver tolto l’acqua dai loro negozi, l’Aurelia Antica, che è vicino all’Ombrone, è stato chiuso: l’Ombrone è troppo vicino, il rischio sarebbe stato davvero troppo alto.

L’Asl, che ha gestito l’emergenza con un posto di primo soccorso al palasport di Orbetello, dove sono stati accolti oltre cento sfollati di Albinia, ieri sera ha dovuto fare i conti con gli allagamenti all'ingresso secondario del Misericordia e oggi alcune aree tecniche dell’ospedale potrebbero essere inagibili. Strade e sottopassi chiusi, paesi senza corrente elettrica e centinaia di ettari di terreni allagati. Ad Albinia la situazione più difficile: nemmeno l’esercito, che avrebbe dovuto portare un’ottantina di brandine al palasport di Orbetello, è riuscito a passare da quelle strade diventate fiumi in piena. Incalcolabili infine, i danni all’agricoltura: gravemente colpito il raccolto delle olive, impossibile le prossime semine, compromesse le strutture aziendali e le unità abitative, ingenti danni agli allevamenti e alla produzione di latte: le associazioni chiedono lo stato di calamità.

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