Sicurezza
Un albo per aiutare i “sindaci badanti”
La proposta del Coeso: un elenco di volontari per la “tutela” di persone sole e malate, con un’assicurazione sui rischi
GROSSETO. Una sorta di albo degli amministratori di sostegno. «Speriamo di poterlo portare avanti», dice Giancarlo Innocenti – sindaco di Roccastrada – prima dell’inizio del convegno ad hoc organizzato alla Fondazione Il Sole.
Ed è stata propria questa la proposta avanzata da Fabrizio Boldrini, il direttore del Coeso: una lista di soggetti scelti, di riconosciuta professionalità, affidabili, assistiti dalle amministrazioni (anche a livello assicurativo), con il benestare del tribunale. Un progetto per far fronte al gestione degli amministratori di sostegno, la nuova figura istituita da una legge del 2004 che chiama spesso i sindaci, su nomina del giudice, a farsi carico dei casi di cittadini in grado di intendere e di volere ma non di portare avanti le loro scelte, per problemi di senilità, di malattia o quant’altro. Questo il senso con cui la Federconsumatori di Grosseto ha organizzato il convegno di ieri.
Molti gli ospiti chiamati a intervenire, ben coordinati dal presidente provinciale dell’associazione Giuseppe De Martis. Inizialmente, la discussione è stata incentrata sulla mission che la legge ha individuato per l’amministratore di sostegno, illustrata da Massimo Bigoni, avvocato del Foro di Firenze. Poi però sono emersi i problemi legati alla sua applicazione. Per risolvere i disagi, ecco la proposta di Boldrini: «creare una lista di soggetti scelti e sicura professionalità a cui il tribunale può rivolgersi direttamente».
Un albo, in cui registrare i nomi di coloro che vorranno accollarsi i diversi casi. Ci sono però degli aspetti su cui lavorare. Ad esempio, la figura dell’amministratore di sostegno non prevede contributi. Ergo, lavora gratis. Quindi gli appartenenti a questo albo altri non saranno che volontari. «Alcuni soggetti da “amministrare” non hanno risorse, ma altri sì: in questi casi potrebbero essere previsti dei rimborsi spesa», spiega il direttore del Coeso. «Magari vorranno aderire giovani avvocati volenterosi di far esperienza».
Già, perché questo è l’altro aspetto. La maggior parte dei compiti prevede lo svolgimento di compiti burocratici (dichiarazione dei redditi, vertenze in tribunale e così via). Ciò significa che chi è chiamato a farsene carico, deve avere una certa competenza in materia. Da qui, l’ultimo aspetto di cui tener conto. «Le amministrazioni dovranno sostenere questa lista, attraverso la formazione, ma anche con una copertura che sollevi i volontari da eventuali responsabilità».
Questa la proposta, già avallata (ufficiosamente) da Società della Salute e Comuni. Ora la parola spetta al tribunale, il soggetto che affida i casi. «Dobbiamo ricreare uno spirito di sussidiarietà orizzontale» spiega Boldrini. Perché sono i numeri a dire che qualcosa deve essere fatto prima che sia troppo tardi. Stando alle previsioni, basate su ricerche demografiche, nel Grossetano «gli ultra 84enni sono oltre ottomila – spiega il numero uno del Coeso – e nei prossimi anni aumenteranno di circa il 21 per cento». Insomma, qualcosa va fatto: perché la popolazione continua a invecchiare, le famiglie e le strutture per farsene carico diminuiscono e «le persone che possono potenzialmente bisognosi di un amministratore di sostegno aumenteranno», conclude Boldrini.
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