Sicurezza
Stella lascia la rsu Tioxide dopo 32 anni
Il vicesindaco passa la mano ma resta in Cgil: «Il mio cruccio più grande non aver risolto il problema dei fanghi rossi»
SCARLINO. In trentadue anni di attività sindacale se ne vedono tante. Si superano diverse crisi e si cresce insieme al mondo che ci circonda. «Devo ringraziare i lavoratori, che mi hanno sempre mostrato la loro fiducia dandomi la delega, e la Cgil che mi ha dato questa opportunità». Appena tornato dal meeting di Barcellona del gruppo Huntsman, Marcello Stella ha sciolto la riserva: non si ricandiderà alle prossime elezioni per le rsu aziendali della Tioxide di Scarlino. Un abbandono che arriva dopo trentadue di attività, tra vittorie e qualche rimpianto. Ce n’è uno in particolare: i fanghi rossi, gli scarti industriali nella lavorazione del biossido di titanio
. «È il mio grande rammarico: non essere riusciti a trovare una soluzione importante per la loro riduzione» spiega il sindacalista. Un aspetto emerso anche nel maxiraduno nella città catalana. I vertici del colosso statunitense infatti hanno confermato (così pare) gli investimenti, compresi quelli per la realizzazione dell’impianto di sali di ferro, capace di ridurre appunto la produzione di gessi. Il problema è che, rispetto alle aspettative iniziali, la diminuzione sarà molto più contenuta. Questo uno dei temi affrontati a Barcellona riguardo all’impianto del Casone di Scarlino. Questo è la conferma che la produzione, almeno per la prima parte del 2013, andrà avanti con due forni soltanto anziché tre. «Ci sono state molte crisi nel corso dei miei anni nella Tioxide – racconta Stella –. Quella nei nostri giorni però è di difficile definizione. Il contesto si è allargato a tutto il mondo. L’importante è che la produzione, anche se a due linee, vada avanti senza ripercussioni occupazionali». L’esperienza a Stella di certo non manca. È entrato a lavoro nella Tioxide scarlinese nel 1979 come addetto al reparto insacco. Pochi anni dopo era già nelle rsu. «Rispetto ad allora i compiti dei sindacati sono cambiati – dice –. Prima ti occupavi soprattutto di quello che ti accadeva intorno.
Con gli anni poi ci siamo dovuti specializzare e formarci con nuovi temi: la concorrenza, le strategie di mercato, il marketing. Così anche i confronti con l’azienda si sono fatti più intensi». Un esempio è il passaggio di proprietà, negli anni ’80, tra la Montedison e l’Ici, una società inglese che rilevò l’industria prima di darla alla Huntsman. «Anche la fabbrica stessa si è evoluta, grazie alla tecnologia. Anche se non in maniera indolore: in quegli anni gli addetti a lavoro erano 660, oggi sono 250. È il prezzo dell’automazione». Per di più, l’ex rsu è stato anche uno dei fondatori dell’Ewc, il Comitato Aziendale Europeo: un’organizzazione formata dai rappresentanti di tutte le sedi Huntsman Tioxide in Europa. «Il compito è quello di poter avere dall’azienda un’informativa sulla situazione generale e su temi specifici due volte all’anno. Un paio di volte abbiamo organizzato anche il meeting a Scarlino».
Anni di battaglie, concertazioni e punti di contatto con la proprietà. Anche vittorie, ovviamente. Come quelle ambientali. «Una di quelle ch ricordo con maggior soddisfazione, riguarda quando venne fuori l’idea di scaricare a mare i gessi, nelle vicinanze della Corsica. Per fortuna, grazie all’impegno del sindacato e degli enti locali, non se ne fece di niente». Però quegli scarti industriali restano una nota dolente. «Mi dispiace di non essere riuscito a lasciare con una soluzione importante, perché la produzione è importante e lo spazio dove smaltirli sta finendo». In ogni caso, Stella ha deciso di dire basta. «Non mi ricandiderò alle elezioni delle rsu: serve rinnovamento. Però resto nella Cgil. Ora mi dedicherò a finire il mio mandato amministrativo (è vicesindaco di Scarlino) e ai miei hobby, come lo sport e il sociale». Senza però potersi dimenticare di trentadue anni di sindacato e del suo ruolo nella Tioxide. «La fabbrica è di tutti: dei lavoratori, delle proprietà, del territorio».
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