Sicurezza
Piano urbanistico Il Comune dichiara guerra alla Provincia
Argentario, il sindaco ricorre al Tar contro la convocazione in conferenza paritetica: «Chiaro tentativo di boicottarci»
MONTE ARGENTARIO. Il sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli non si risparmia in vista della prossima campagna elettorale per le amministrative 2013, e a soli pochi giorni dall’inizio ufficiale della propaganda politica muove all’attacco della recente decisione della Provincia di Grosseto di convocare l’amministrazione argentarina davanti alla conferenza paritetica istituzionale in merito all’approvazione del nuovo piano urbanistico. Con una delibera di giunta di pochi giorni fa annuncia il ricorso al Tar contro il provvedimento in questione, in attesa di presentarsi davanti alla Conferenza Paritetica stessa, alla fine del mese di novembre, per discutere e far valere comunque le proprie posizioni.
«Ritengo che un minimo di libertà decisionale, come Comune, la dobbiamo avere, se non altro per ovviare alla naturale lentezza di approvazione degli atti amministrativi - esordisce in maniera polemica il sindaco - Per questo penso che la scelta in questione della Provincia di Grosseto sia figlia di valutazioni politiche più che di decisioni tecnico amministrative. Infatti, sebbene in questi anni abbiamo rispettato tutti i passaggi amministrativi per rendere più veloce l’iter per l’approvazione del nuovo piano urbanistico, ci ritroviamo ancora una volta davanti a un atto che ne ostacola la messa in pratica».
Il piano urbanistico in questione è conseguente a un piano strutturale del 2002, approvato dalla giunta argentarina precedente quella attuale e che due anni fa fu preceduto da un’adozione preventiva cui fecero seguito svariati appunti della Regione e della Provincia e ben 500 osservazioni della popolazione.
«Tutte le decisioni e i consigli che abbiamo dovuto accettare e valutare mi sembrano più che sufficienti, perché poi non ci si possa lamentare della proverbiale lentezza della burocrazia pubblica - insiste Cerulli - In tali casi è anche poi giusto che la popolazione si lamenti perché non capisce i motivi dell’esistenza di questi iter infiniti che, alla fine, rischiano di favorire coloro che non rispettano le regole e si buttano nell’abusivismo».
Il rammarico di Cerulli nasce anche dalla natura delle scelte che hanno portato al blocco del piano urbanistico: «Ben sedici ricorsi al Tar di privati cittadini, nonostante avessimo dovuto valutare tantissime osservazioni e ora anche la richiesta di presentazione davanti alla conferenza paritetica per discutere punti che, sinceramente, ritengo insensati - continua il primo cittadino - Una sorta di ricerca del pelo nell’uovo che presto discuteremo anche in consiglio comunale dove renderemo pubbliche le volontà di revisione della Provincia: si parla di mancato riferimento alla regolamentazione delle dune, quando all’Argentario non esistono, alla fantomatica omissione della normativa relativa ai crocicchi, ossia i piccoli nuclei abitativi posti sugli incroci delle zone rurali. Così come strana appare la contestazione della superficie minima degli appartamenti che possono essere divisi in due parti: dalla nostra proposta di 80 metri quadrati si dovrebbe passare a 160 metri quadrati quando, ville escluse, appartamenti di questa grandezza non esistono né Porto Ercole ne a Porto Santo Stefano».
Insomma, secondo Cerulli, un chiaro tentativo di boicottaggio delle legittime scelte amministrative di un Comune che sicuramente sarà terreno di battaglia per la futura campagna per le elezioni: con la destra che difenderà l’attuale amministrazione e con la sinistra che senza meno appoggerà i pari colore della giunta provinciale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
