Il Tirreno

Grosseto

Mandato finito, «le tengo con me»

di Fiora Bonelli
Mandato finito, «le tengo con me»

La bella storia dell’ex primo cittadino e delle sue tre “nuove” zie centenarie

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CASTEL DEL PIANO. Hanno 287 anni in tre e sono le “ragazze “ della famiglia Ulivieri, quella dell’ex sindaco di Castel del Piano. Vittoria, la più “vispa”, finirà cento anni il 13 aprile 2013 ed è lei che dirige la baracca, guidando e solleticando la memoria meno pronta delle sorelle di 95 e 93 anni.

È il terzetto che nel 2008 fu affidato dal giudice all’allora sindaco Franco Ulivieri e che poi, nel 2009, con l’arrivo del nuovo sindaco Claudio Franci, passò alla sua tutela. Ma il neosindaco ritenne opportuna una subdelega al precedente tutore, che il giudice autorizzò. Un atto giuridico giustificato dal legame umano e affettivo che si era creato fra affidatario e affidate. Perché ormai la famiglia Ulivieri era diventata la famiglia delle tre “zie” e sarebbe stato difficile cambiare e far cambiare abitudini alla vecchie signore.

«Noi – racconta Franco Ulivieri – cioè io, mia moglie Sandra, e i miei figli Matteo e Simona, ormai siamo affezionatissimi alle zie. E loro, credo, che di noi non potrebbero fare a meno. Non sono più solo amministratore di sostegno per loro. Ma tutti noi siamo i familiari che esse non hanno più. Cosa facevano nella vita? Due di loro, le più “giovani” erano professoresse e una faceva la preside. La terza, Vittoria, ha sempre badato alle sorelle e si è sempre occupata della casa. Non sono sposate e la loro vita è stata rivolta alla carità e al bene verso il prossimo.

Ma come fate a gestire tre signore così avanti con gli anni?

«Le ho sistemate in un appartamento condominiale e hanno due badanti che le lasciano sole soltanto poche ore notturne. E questo perché Vittoria vuole essere “libera” la notte. Ma la mattina presto, alle 6, la badante del primo turno è lì e l’altra le lascia dopo la mezzanotte. Restano sole pochissimo, anche perché qualche problemino ce lo danno: perdite di acqua con allagamento dell’appartamento sottostante. Gas scordato acceso qualche volta e fortunatamente subito individuato. Sono ancora fisicamente autosufficienti, anche se le giovani hanno qualche vuoto di memoria. Ma c’è Vittoria che le mette in riga…Mia moglie Sandra è spesso da loro, anche “a sorpresa” e quando ci sono , anche i miei figli che le vanno a trovare e controllano che tutto vada bene».

Cosa fanno di giorno?

«Le zie sono molto religiose. Pregano molto, ma poi leggono, guardano la televisione. Le letture preferite sono di attualità: Novella 2000, Grand Hotel Chi. Riviste che prediligono, perché attizzano ricordi ed emozioni della loro giovinezza, la voglia di vivere. Ma più che leggere amano raccontare: la loro vita, la loro terra di Puglia di cui sono originarie. Vittoria, in particolare, è una fucina di idee. Pensa di avere ancora 20 anni e si arrabbia se la sera si sente stanca. Ah, dimenticavo. Recitano poesie a memoria. Un ottimo esercizio per restare in forma. E ci danno tanto affetto. Dunque siamo ampiamente ricompensati di questo ruolo di “amministratori legali”.

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