La manifestazione
Giù le baracche di Valle il Tar dà ragione alla Baldi
Il Comune vince la causa con i proprietari degli annessi agricoli negli orti dovranno essere rimossi. Altrimenti arriveranno a farlo le ruspe
FOLLONICA. Gli annessi agricoli di Valle devono essere demoliti, il Tar dà ragione al Comune di Follonica. Le costruzioni che sono state realizzate nella campagna follonichese (in località Martellino) tra il 2000 e il 2001, sono abusive e perciò devono essere rimosse. Così ha stabilito il tribunale fiorentino venerdì, condannando i promotori del ricorso (la società La Valle del Martellino Coop., Elio Baldassarri, Paolo Di Iorio, Rino Verdini, Bruno Marchionni, Luciana Brandi, Archirio Pagliai e Milvore Buti), a restituire 3mila euro al Comune di Follonica in risarcimento delle spese sostenute per la causa.
Si conclude a favore dell’amministrazione locale la spinosa vicenda che ha interessato gli annessi agricoli costruiti in moltissimi appezzamenti di terra della campagna follonichese: quelle baracche, dove chi ama trascorrere del tempo a coltivare la terra o ad andare a caccia custodisce gli attrezzi, utilizza come riparo per i cani o per le galline, non sono in regola, perché realizzate senza l’autorizzazione del Comune. Nulla da fare, nessuna giustificazione che tenga, vanno eliminate. Il caso dibattuto dal Tar interessa solamente una parte di coloro che hanno un orto in Valle, ma sarà sicuramente usato come precedente anche per altri che come loro si trovano nella stessa situazione. La segnalazione da parte delle autorità deriva da un sopralluogo effettuato nel 2003, quando gli agenti della municipale e i tecnici dell’amministrazione, rilevarono la presenza in quell’area (destinata esclusivamente a funzione agricola) di diversi manufatti realizzati senza permesso.
L’ordinanza di demolizione risale al 2005: se entro 90 giorni quelle baracche non venivano rimosse il Comune sarebbe entrato in possesso dei terreni. Il provvedimento è stato impugnato dai destinatari dell’ordinanza, ma il Tar ha giudicato quel ricorso infondato. Quelle opere non sono precarie, come sostenuto dai ricorrenti, ma vere e proprie baracche, chiuse nei quattro lati con del legno o con della lamiera, classificabili come nuove costruzioni realizzate senza concessione edilizia. Secondo il Tar, contrariamente a quanto affermato dai proprietari dei terreni, la precarietà o la stabilità di una struttura non dipende dal materiale con la quale è stata realizzata ma dall’uso che ne viene fatto che se non è temporaneo necessita degli adeguati permessi da parte dell’ente competente. Il ricorso è stato respinto: quelle piccole baracche devono essere eliminate e come loro anche altre, molto probabilmente, faranno la stessa fine.
Il nuovo Regolamento Urbanistico adottato dal consiglio comunale ha dettato delle norme ben precise proprio in questo preciso ambito: l’amministrazione follonichese ha stabilito che si potrà costruire un annesso agricolo solo nei campi di almeno un ettaro e che al contrario in quelli più piccoli non potranno essere presenti delle strutture. Il sindaco Eleonora Baldi all’epoca dell’approvazione spiegò che se il Comune non avesse dettato dei limiti quelle strutture avrebbero riempito la campagna cittadina. Chissà che cosa ne penseranno oggi i proprietari degli orti: prima della scorsa tornata elettorale proprio a causa dell’eventualità di future demolizioni dei loro annessi quei cittadini si unirono in un comitato poi diventato lista civica. Alle elezioni del 2009 si presentò anche quella lista tra l’altro con un proprio candidato a sindaco, Angelo Presta. Lo faranno anche nel 2014?
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