Il Tirreno

Grosseto

Chiamate hot dal telefono del cliente

di Francesca Gori
Chiamate hot dal telefono del cliente

Denunciata la dipendente di un negozio di cellulari che avrebbe intestato un numero ad un uomo per parlare con l’amante

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GROSSETO. Quando lui è entrato nel negozio per acquistare un nuovo telefonino di ultima generazione, non poteva certo sapere che scegliere un modello di cellulare diverso significava stravolgere completamente la sua vita. Insieme al telefono, un professionista di 45 anni, sposato, ha trovato in quel negozio un mare di guai. Che avevano, a leggere le denunce presentate dall’uomo alla procura, il volto di una giovane ragazza che insieme all’assistenza telefonica, ha fornito all’uomo anche il suo numero di cellulare.

Una vicenda fatta di denunce per stalking reciproche, di querele per diffamazione, di udienze davanti al giudice di pace per i reati più vari. Al centro di tutto, non un semplice triangolo lui, lei e l’altra, ma un quadrangolare giocato da due coppie: la moglie del professionista, avvertita subito dalla giovane amante e il fidanzato di lei, che alle parole del quarantacinquenne non ha voluto credere. E poi, in questa specie di sexy gate in salsa maremmana, sono spuntati anche nomi di altri professionisti, che avevano avuto nel corso del tempo rapporti con la giovane e un ignaro straniero, che si è trovato con un numero di telefono a lui intestato, utilizzato dalla ragazza per parlare con i suoi amici, il professionista quarantacinquenne compreso.

Tutto è cominciato due anni fa, quando i due si sono conosciuti. Dopo pochi mesi di passione accesa, fatta di incontri sessuali in auto, telefonate erotiche, proposte di rapporti anche con un altro uomo contemporaneamente, il professionista decise di interrompere la relazione. Una scelta che, a quanto dice lui, non piacque alla ragazza che andò dritta dalla moglie di lui a raccontarle della loro relazione. Una relazione che la procura ha confermato anche attraverso il numero delle chiamate tra i cellulari dell’uomo e quello della ragazza, che superano abbondantemente quota duemila. Sms, mms, telefonate. Immagini e parole erotiche che raccontano un grado di confidenza proprio degli amanti e che è arrivato anche a svelare diverse pagine web, siti specializzati in incontri sessuali, sulle quali sarebbe stata presente anche la ragazza. Cose, queste, che a una moglie non potevano certo fare piacere. E infatti, quando il professionista ha deciso di interrompere quella relazione a luci rosse, sono cominciati i guai: prima con numerose telefonate arrivate da numeri privati sul suo cellulare, poi con alcune minacce di denunce. Querele che poi sono state presentate dalla ragazza, che ha accusato il professionista di perseguitarla: di aver paura ad uscire di casa, di averla offesa pesantemente davanti a una collega di lavoro, che però è stata costretta a dire la verità, spiegando che né quell’incontro e nemmeno quelle offese, alla fine, c’erano mai state.

Una guerra psicologica fatta di avvocati e di carte, di accuse reciproche e sfociate in denunce che hanno visto, nell’autunno di due anni fa, anche l’entrata in scena del fidanzato della ragazza, che ha cominciato a seguire il professionista, a minacciarlo. E, almeno una volta, il quarantacinquenne si è trovato con l’auto danneggiata. La ragazza quindi, ha accusato l’uomo di stalking. Lui, ha fatto altrettanto nei confronti dell’ex amante e del fidanzato di lei. Che almeno due volte però è passato al contrattacco denunciando l’uomo per averlo investito con la sua auto. Incidenti, però, che non sarebbero mai avvenuti. Alla serie delle denunce presentate negli ultimi due anni dall’uomo si sono aggiunte anche quelle della moglie. La donna, che da trent’anni è la compagna del professionista, alla fine su quella sbandata aveva messo una pietra sopra. Ma quando si è sentita apostrofare dal fidanzato dell’ex rivale nel parcheggio di un supermercato, non ci ha visto più nemmeno lei.

La polizia giudiziaria sta continuando a fare accertamenti. La procura ha ascoltato qualche testimone, tra i quali alcuni professionisti maremmani, indicati come amanti della giovane. E anche la questura ha fatto diversi accertamenti sulle schede telefoniche intestate a ignari cittadini che potrebbero essere state utilizzate anche per altri fatti. La scheda che la ragazza aveva inserito in un telefonino e che, stando alle querele presentate, avrebbe utilizzato per organizzare incontri a luci rosse, era intestata appunto a un migrante arrivato in Maremma poco prima. La polizia giudiziaria, i documenti di quell’attivazione li ha sequestrati, scoprendo ad esempio che la firma sotto il contratto stipulato dall’uomo era differente rispetto a quella messa in fondo al contratto con il numero utilizzato dalla ventisettenne.

Il professionista, che domani sarà di nuovo davanti al giudice di pace per un altro capitolo di questa vicenda, non ha più forze. Nella doppia veste di querelato e querelante, quasi spera in un rinvio a giudizio per chiedere il rito ordinario e spiegare a un giudice, in dibattimento, quello che è successo. Compreso il fatto che ha dovuto anche sottostare a un’ordinanza firmata dal giudice che gli vietava di avvicinarsi alla ragazza. Ordinanza revocata dallo stesso giudice per «reciprocità nelle vicende nelle quali spiccano elementi di ambiguità nella ricostruzione delle condotte dell’indagato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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