Il Tirreno

Grosseto

«Aree Peep, stangata per le famiglie» Pdl contro Ceccarelli

di Enrico Pizzi
«Aree Peep, stangata per le famiglie» Pdl contro Ceccarelli

L’invito è di ritirare la delibera che triplica il riscatto «L’assessore tiene ai poveri, così li aumenta»

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GROSSETO. «Ritirate la delibera sul calcolo dei corrispettivi per il riscatto delle aree peep». L'invito è contenuto nella mozione presentata dal consigliere comunale del Pdl Fabrizio Rossi e nel mirino c'è l'assessore alle aree di edilizia economica e popolare, Luca Ceccarelli che «evidentemente – dice il capogruppo del Pdl Giacomo Cerboni – ha così a cuore i poveri che sta provando a fare di tutto per aumentarne il numero in questa città».

La battuta si riferisce anche all'aumento delle tariffe degli asili comunali, naturalmente, oltre che all'aumento dei corrispettivi che dovranno pagare coloro che vorranno trasformare in diritto di proprietà il diritto di superficie delle loro abitazioni in aree peep. I nuovi valori, approvati dalla giunta l'11 settembre scorso, con la delibera 381, sono il triplo o il quadruplo – spiega Rossi – di quelli precedenti e così, chi se la sarebbe potuta cavare con 8-10mila euro finirà per doverne pagare dai 30 ai 40 mila.

Alla protesta del gruppo consiliare del Pdl si unisce anche e quello del Buongoverno di Luigi Colomba. Insieme chiedono alla giunta comunale di ripensarci. Rossi ricorda che si sta parlando di edilizia residenziale convenzionata, «fatta per famiglie – dice – che altrimenti non avrebbero potuto comprarsi la prima casa, e ora che queste famiglie vanno a riscattare il terreno su cui la casa è costruita, si trovano a dover pagare somme enormi». Il primo effetto che il Pdl rileva è che la delibera 381 crea una disparità di trattamento tra coloro che hanno presentato domanda di trasformazione del diritto di superficie prima del 13 luglio del 2011, data di entrata in vigore della legge 106, il cosiddetto decreto sviluppo, al quale l'amministrazione si è adeguata, e coloro che, invece, l'hanno presentata dopo. I primi potranno avere la piena proprietà alle condizioni precedenti, per i secondi, invece, valgono le nuove regole, anche se le domande sono precedenti alla delibera di giunta: sono almeno un centinaio – secondo i dati raccolti dal Pdl – le famiglie che magari immaginavano un ritocco dei corrispettivi di trasformazione, ma non degli aumenti di questo tipo. E non si contano, poi, le famiglie che rinunceranno, almeno per il momento, a riscattare la propria abitazione.

Questo è il secondo effetto negativo, secondo Fabrizio Rossi. «Il Comune – spiega – non riuscirà a incassare quello che ha previsto in bilancio, perché molti, a queste condizioni, rinunceranno alla proprietà, con l'ulteriore conseguenza che si finisce per negare anche il diritto alla casa». C'è, poi, un effetto sul mercato, il rischio di provocare un aumento generalizzato dei prezzi delle case e «tutto questo – ricorda Colomba – avviene in un momento in cui il mercato immobiliare è già bloccato». Si potevano fare scelte diverse? «Certo che sì – dice Rossi – e qualcuno, come il Comune di Reggio Emilia – le ha anche fatte, decidendo di non adeguarsi alla legge 106 e di lasciare tutto come prima».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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