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Su e giù tra ospedale e Poste E molto spesso “fuori orario”

di Gabriele Baldanzi
Su e giù tra ospedale e Poste E molto spesso “fuori orario”

ROCCASTRADA. Tra i sindaci maremmani più impegnati sul fronte delle tutele e delle amministrazioni di sostegno c’è quello di Roccastrada, Giancarlo Innocenti. «Seguo sette persone, cinque come tutore...

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ROCCASTRADA. Tra i sindaci maremmani più impegnati sul fronte delle tutele e delle amministrazioni di sostegno c’è quello di Roccastrada, Giancarlo Innocenti.

«Seguo sette persone, cinque come tutore e due come amministratore di sostegno. Sta diventando una questione seria. Non perché non voglia occuparmene, sia chiaro, ma per il fatto che gli impegni supplementari sono ormai quotidiani e si aggiungono a quelli ordinari. Certo, vengo aiutato dalla struttura comunale ma non sempre abbiamo tra i dipendenti il profilo professionale giusto. Il Coeso - Società della salute mi dà una mano ma resta comunque una grandissima responsabilità sulle mie spalle».

Innocenti racconta il suo “nuovo” ruolo: «Mi occupo direttamente dei movimenti di conto delle persone che sono stato chiamato a seguire, faccio ogni mese la rendicontazione al Tribunale, custodisco personalmente carte di credito e post-pay. Alcune situazioni sono più delicate di altre perché magari i familiari esistono oppure il tutelato - amministrato è in grado di decidere cosa vuole e partecipa alla gestione del quotidiano. A me è capitato di dover ragionare in merito alle sfere più intime della persona come le scelte relative ai rapporti di famiglia e alla disposizione dei propri beni. Con il rischio, sullo sfondo, che una decisione presa possa arrecare pregiudizio».

Innocenti di recente ha dovuto trascorrere una mezza giornata in ospedale per convincere un anziano a operarsi; altre volte è andato in banca (o alla posta) lui stesso per disbrigare pratiche o risolvere beghe patrimoniali per conto delle persone tutelate. Non solo.

«Mi è capitato anche – conclude il sindaco di Roccastrada – di fare ordini di servizio ai dipendenti del Comune per occuparsi di alcune questioni particolari inerenti il beneficiario e di recente ho scritto al presidente del tribunale Addimandi per manifestare certe problematiche emerse nel corso di questa esperienza. Per esempio non è accettabile, a mio avviso, che debbano essere assegnati a un sindaco poteri di rappresentanza, a 360 gradi, su persone che hanno figli o fratelli in vita».

E sulla stessa barca, seppure con numeri ridotti, c’è il primo cittadino di Campagnatico Luca Ricciardi. Abbiamo parlato anche con lui.

«Appena eletto ho subito ricevuto questo carico, che tuttora mi impegna direttamente; ne abbiamo discusso anche di recente nella giunta della Società della salute, con gli altri sindaci e il direttore del Coeso. A me danno una mano i dipendenti dell’amministrazione e gli assistenti sociali, ma ci sono mansioni per le quali è richiesta la mia presenza, la mia firma. Insomma bisogna metterci la testa. La gestione di una persona è qualcosa di estremamente delicato. Io la vivo con scrupolo e, non lo nego, anche con un po’ di ansia. Spero che il convegno di sabato serva a fare chiarezza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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