Il Tirreno

Grosseto

Il cemento del pontile contro la pesca a strascico

Il cemento del pontile contro la pesca a strascico

FOLLONICA. Nei giorni scorsi è stata ufficializzata la decisione di abbattere, nel porto di Piombino, il pontile Barani, opera in cemento armato che per una serie di lavori di ampliamento della...

2 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA. Nei giorni scorsi è stata ufficializzata la decisione di abbattere, nel porto di Piombino, il pontile Barani, opera in cemento armato che per una serie di lavori di ampliamento della struttura piombinese sarà demolita. Il materiale di risulta dovrebbe essere smaltito in discarica ma dai pescatori professionisti del Golfo arriva una proposta: utilizzare i blocchi di cemento armato come dissuasori per la pesca a strascico. Il gruppo di pescatori che opera con i propri pescherecci nello specchio di mare davanti a Follonica ha prodotto un documento con cui si richiede alle autorità preposte, in attesa di un chiarimento sul numero e sul posizionamento dei dissuasori come da progetto Arpat, di prendere in considerazione l'affondamento di questi blocchi di cemento armato all'interno del Golfo in due o tre postazioni entro le tre miglia dalla costa. «Tale intervento, come è noto, oltre a salvaguardare i bassi fondali da atti distruttivi, contribuirebbe a ricreare ambienti ricchi di flora e di fauna marina ad un costo limitato» spiegano i pescatori della associazione Mare Nostrum. «Questi ostacoli sarebbero certamente un deterrente aggiuntivo per impedire la pesca a strascico e la continua distruzione del banco di Posidonia Oceanica già sofferente a causa dell'inquinamento – continua inoltre Antonino Vella, ex assessore al mare - e non creerebbero problemi ambientali in quanto il materiale di risulta proverrebbe da pilastri e banchine immersi nel mare da molti anni. Materiale in cemento armato proveniente da distruzione di moli, pontili, pilastri e condotte è già stato utilizzato nella costruzione dell'ampliamento del bacino carbonile assolvendo egregiamente al compito prefissato. Il posizionamento di questi blocchi su fondali di sabbia e fango, oltre a creare difficoltà a strascicanti pirata, sarebbe funzionale ad un arricchimento della flora e della fauna marina, potrebbe essere il momento iniziale di un progetto più complesso in cui i pescatori, le amministrazioni comunali e provinciali in collaborazione con gli istituti di biologia marina potrebbero fare sistema – conclude Vella - portando ognuno le proprie conoscenze e le proprie potenzialità tutte finalizzate alla salvaguardia ed al miglioramento dell'ambiente marino».

Michele Nannini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa