Sicurezza
Gli ispettori del lavoro visitano la Mabro
Il controllo è necessario per l’approvazione della cassa integrazione, sospeso per ora lo sciopero
GROSSETO. Il rientro al lavoro, ieri mattina alla Mabro, così come aveva chiesto il patron Andrea Barontini durante l’incontro di martedì sera in Regione non è stato un rientro senza scossoni. In fabbrica sono arrivati gli ispettori del lavoro, che devono inviare al ministero la relazione per il rinnovo della cassa integrazione straordinaria ai lavoratori dello stabilimento. Una visita che è durata un bel po’, con la manager di Abbigliamento Grosseto Benedetta Bertellini che ha seguito e dato ogni tipo di indicazione richiesta agli ispettori.
Da una parte, quindi, c’è la questione della cassa integrazione per il secondo semestre ancora in ballo, dall’altra la fiducia che l’azienda ha chiesto ai lavoratori e alle lavoratrici, che ieri si sono trovati per discutere il da farsi. Perché mentre i lavoratori della Cgil hanno riscosso quello che dovevano, mancano ancora all’appello il 40% degli stipendi di settembre dei dipendenti delle donne della Cisl e della Uil che hanno continuato a lavorare. Erano state loro a dire, due giorni fa, che non avrebbero ripreso la produzione se non fosse arrivato lo stipendio. Ma ieri, durante l’assemblea, hanno deciso di sospendere per ora l’idea dello sciopero e tornare al lavoro, chiedendo all’azienda maggiori garanzie e dando quindi la loro disponibilità a lavorare fino al 4 dicembre. Entro quella data Barontini dovrà dire ai lavoratori e anche alle istituzioni se esistono davvero le premesse per andare avanti. Se c’è davvero un partner finanziario come annunciato durante l’ultimo incontro con Simoncini e se sotto a quei contratti sono state messe le firme che servono per sbloccare questa situazione.
«Quando ci sono delle spaccature, come è successo tra i lavoratori in questi ultimi mesi - dice Fabio Della Spora, segretario della Femca Cisl - tutti perdiamo qualcosa, sia lavoratori che azienda. Ormai i dipendenti della Mabro sono stati chiamati a un ultimo sforzo, quello di arrivare al 4 dicembre». Un mese, per capire quale sarà il futuro della fabbrica di abbigliamento di via Senese non è certo tanto. Ma potrebbero arrivare ordini e potrebbe diventare realtà anche l’arrivo di un socio con un po’ di liquidità da investire in questo progetto.
Per ora quindi, si torna al lavoro anche se un cliente avrebbe chiesto indietro, qualche giorno fa, un centinaio di capi che erano al taglio. Una scelta, questa, che non indica certo l’interruzione di un rapporto di lavoro, ma una richiesta di garanzia sui tempi di consegna: tasto sul quale spessissimo ha premuto la società in questi ultimi mesi.
Dall’altra parte però, ci sono stati e ci sono ancora lavoratori chiamati ad aver fiducia che più di una volta hanno detto che per fare la spesa hanno bisogno dello stipendio. Per ora, sui conto correnti è arrivato agosto e il 60% di settembre. Ora si aspetta di riscuotere ottobre.
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