Attenzione
Danni all’ambiente Talocchini assolto con formula piena
Il dirigente del settore pianificazione territoriale di Orbetello era sotto processo per alcuni lavori effettuati a Firenze
ORBETELLO. Assolto con formula piena poiché il fatto non sussiste. Questo quanto deciso dal Tribunale di Firenze che scagiona completamente l'architetto Maurizio Talocchini, attuale dirigente del settore pianificazione territoriale del Comune di Orbetello, da accuse legate al proprio precedente incarico presso il Comune di Firenze.
Le imputazioni si riferivano danni ambientali, abusi e violazioni del vincolo paesaggistico, nonché alterazioni dell'assetto idrogeologico della collina di San Domenico, a causa di uno scavo propedeutico alla costruzione di una nuova struttura sanitaria.
La sentenza risale al 7 novembre scorso, quando il giudice ha assolto i funzionari del comune, difesi dagli avvocati Nino D'Avirro e Felice Cecchi, dissequestrando il cantiere per la costruzione del centro di recupero disabili, bloccato nel 2009. Cadute dunque le accuse di illegittimità dei lavori per tutta la struttura riguardo alla non regolarità dei permessi a costruire.
Ad essere invece condannato al un anno ed un mese di reclusione, per un abuso edilizio riguardante uno sbancamento della collina, è stato il presidente della società appaltatrice, Mario Bigazzi.
La questione che ha portato all'apertura di un procedimento giudiziario ai danni del dirigente orbetellano ha le sue basi nel 1994 con un progetto di una clinica destinata a diventare, come detto, un centro di riabilitazione. Rilasciate le concessioni edilizie alla società Fontenuova nel 2000 e nel 2006, fu poi la volta di una richiesta di variante dell'opera da parte dell'imprenditore Mario Bigazzi.
Tutto ebbe inizio proprio da qua: la commissione comunale per il paesaggio non ritenne necessario acquisire nuovamente l'autorizzazione da parte della soprintendenza per i beni ambientali e l'esecuzione dei lavori fu avviata con i dovuti permessi. Ed ecco che arrivò, di li a poco, la sospensione delle opere in esecuzione da parte della direzione urbanistica del comune di Firenze e della vigilanza urbana, le quali rilevarono che queste differivano dalle concessioni.
Atti, questi ultimi, firmati dallo stesso Talocchini, che si è dunque trovato a rispondere di reati ti tipo ambientale che per primo aveva sanzionato. Lui si era detto da subito fiducioso riguardo la decisione del giudice; il Tar toscano gli aveva dato ragione, ma nonostante ciò Talocchini avrebbe dovuto comunque rispondere per le responsabilità oggettiva alle accuse. Per riportare tutto alla logica, c'è voluta l'udienza del 7 novembre.
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