Italia
Profumo a Grosseto «Questo territorio per noi è decisivo»
Il presidente del Monte dei Paschi ospite della Provincia: «I soldi noi li diamo, ma privilegiamo le piccole imprese»
GROSSETO. Alessandro Profumo, presidente di Monte dei Paschi di Siena, ieri ha partecipato ad un incontro pubblico, a Grosseto, con il presidente della Provincia Leonardo Marras e il presidente della Camera di commercio Gianni Lamioni. «Incontro fissato da tempo - ha precisato Marras – che nulla ha a che vedere con il riordino delle Province e con il nuovo ruolo di capoluogo che dovrà avere Grosseto». Insomma Profumo, nei paschi (pascoli), era solo di passaggio, invitato per parlare dell'applicazione del piano industriale Mps, del nuovo ruolo che avrà lo storico istituto in profonda crisi finanziaria
“Sistema bancario e sviluppo economico - In che stato siamo?” il titolo del convegno, terzo appuntamento di un ciclo di incontri promossi dalla Provincia per approfondire l'attualità e legarla a criticità e potenzialità del territorio.
Nel corso dell'anno 2012 in sala Pegaso si era già parlato di nuovi assetti istituzionali, di stato sociale e politiche per la Maremma. Ieri ha tenuto banco l'economia. Coinvolti nel dibattito e nelle riflessioni compiute dal manager Profumo esponenti della politica e delle categorie.
Profumo, bocconiano doc, prima di guidare il Monte dei Paschi è stato amministratore delegato del gruppo Unicredit. Un uomo con le idee chiare. «Grosseto - ha detto ai giornalisti prima di entrare in sala Pegaso - resta territorio di riferimento verso il quale la banca che presiedo continuerà ad avere attenzione». Sul deficit patrimoniale e sulla redditività ordinaria zero del Monte, Profumo è stato molto sintetico: «I nostri problemi, come ho già detto, nascono dall'acquisto di 27 miliardi di titoli di Stato che oggi ci mangiano 5 miliardi di capitale. Senza questi titoli non avremmo avuto bisogno di supporto pubblico. Però i titoli di Stato li compra anche il cittadino, il piccolo investitore, quindi… non sono soldi persi. Torneranno».
Riguardo alle istanze del tessuto produttivo locale Profumo ha voluto subito smentire un luogo comune: il Monte ha un rapporto impieghi-raccolta sbilanciato sui primi (130 a 100). Cosa vuol dire? «Che non è vero che non finanziamo le imprese, anzi. Certo, vanno fatte delle scelte per non mettere soldi buoni su soldi cattivi. Mps ha scelto di aiutare le piccole-medie imprese». Infine una battuta sull'auspicata ripresa, sul futuro: «La Merkel dice che ne usciremo tra 5 anni, Monti tra uno. Chi ha ragione non lo so. Io sono abituato a guardare la derivata seconda. Se applicata al Pil direi che il 2013 sarà migliore dell'anno che sta per concludersi. Ma non dimentichiamo che l'economia è fatta anche di emozioni, di aspettative, non solo di numeri». All'immancabile domanda sull'elezione di Obama, Profumo ha risposto così: «La continuità aiuta in un momento così difficile, ma noi bisogna guardare cosa accade in Grecia, già stasera, e non l'America».
Gianni Lamioni ha tracciato un quadro della situazione economica della Maremma: «È il momento peggiore dal dopoguerra, peggiore anche del periodo della riconversione mineraria, perché stavolta in difficoltà sono tutti i comparti produttivi, ma ne usciremo. Ne sono certo. La Maremma ha i mezzi per ripartire. Siamo il quarto territorio d'Italia come percentuale di Pil turistico nel Pil globale. Abbiamo 36 mila imprese di cui 10 mila agricole. Imboccheremo presto la strada per rigenerarci».
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