Il Tirreno

Grosseto

«Nessuna stangata Imu sugli affitti»

«Nessuna stangata Imu sugli affitti»

L’assessore Borghi risponde a Confedilizia: «l’aliquota è nella media nazionale». E per il sociale un fondo di 800mila euro

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GROSSETO. «Sull’aliquota Imu sulle seconde case evidentemente non si è fatta ancora la giusta chiarezza. Il Comune di Grosseto, come ben evidenziato nel bilancio di previsione 2012, ha determinato le aliquote da applicare alle diverse categorie di immobili. Chi ha una seconda casa che dà in affitto con canone concordato avrà un’aliquota dello 0,76 per cento, esattamente quella fissata dalla normativa nazionale. È questo un dato che, al contrario di quanto sostiene l’associazione Confedilizia di Grosseto con la sua presidente Paola Tamanti, si attesta in una buona media nel territorio italiano».

Paolo Borghi, vicesindaco e assessore al bilancio del Comune di Grosseto, commenta così lo studio prodotto ieri dagli uffici provinciali di Confedilizia, intervenuti sull’aumento del 143% dell’aliquota Imu per i proprietari di immobili in locazione con contratto a canone concordato. Non certo una “stangata”, dice l’assessore Borghi, che risponde sotto più profili alla posizione espressa ieri da Confedilizia, e spiegando come il dato prodotto dall’aliquota sia - anziché una mannaia - in linea con la media nazionale.

«La stessa Confedilizia con i suoi vertici nazionali - prosegue l’assessore - ha pubblicato lo scorso mese un prospetto con le aliquote fissate nei Comuni capoluogo di Regione, evidenziando come la maggior parte abbia addirittura aumentato l’aliquota base per le seconde case, anche con canoni concordati, prevedendo percentuali che vanno ben oltre lo 0,76 per cento. Nessuna stangata quindi crediamo di poter ravvisare a Grosseto sulle seconde case regolarmente locate; e in questo mi sembra di poter trovare consensi da parte dell’associazione che proprio nei giorni scorsi ha criticato fortemente quei Comuni che hanno optato per l’aumento dell’aliquota base. Tutta la stampa nazionale ha trattato ampiamente l’argomento».

Altro punto: «occorre chiarire che tra seconde case locate e quelle sfitte o con contratti d’affitto saltuari c’è una differenza importante. Su queste ultime l’aliquota che il Comune ha deciso di applicare è pari all’1,06%. Che l’Imu sia un’imposizione che grava fortemente sui cittadini è sotto gli occhi di tutti; ma a differenza dell'Ici grava notevolmente anche sull’amministrazione che da un lato carica su di sé l’onere di tassare, dall’altro può recuperare da quella tassazione solo una parte di entrate da poter poi utilizzare per i servizi ai cittadini». Infine, « quanto ai cittadini e soprattutto a quelli in condizioni di difficoltà, vorrei aggiungere che anche quest'anno abbiamo dedicato importanti somme del bilancio al capitolo sociale. Tra i fondi previsti un contributo di 800mila euro (di cui 550mila dalle casse comunali e il resto dalla Regione Toscana) come contributo proprio per gli affitti per le famiglie più bisognose».

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