Attenzione
La Costa d’argento in tour a Vienna
STEFANO. Rottamare va di moda, ma molti non vorrebbero che si buttassero via giocattoli ancora sani. C’è una certa aria di crisi tra la dirigenza dell’associazione Argentario Nuoto tanto che il...
STEFANO. Rottamare va di moda, ma molti non vorrebbero che si buttassero via giocattoli ancora sani. C’è una certa aria di crisi tra la dirigenza dell’associazione Argentario Nuoto tanto che il presidente Roberto Costanzo è “irrevocabilmente” dimissionario, il vicepresidente Franco Sordini è dimissionario da luglio per cui nella riunione del consiglio del 23 ottobre, vista l’impossibilità di nominare un nuovo presidente come previsto dallo statuto, è stata convocata l’assemblea per verificare la possibilità di eleggere un nuovo presidente, un nuovo direttivo e le nuove cariche al suo interno. L’assemblea è stata programmata per le 21 del 14 novembre alla piscina comunale di Porto S. Stefano.
L’Argentario Nuoto opera su due versanti, quello sportivo/agonistico, dove sembra viaggiare a gonfie vele e quello relativo alla gestione della piscina comunale: due fratelli siamesi che è difficilissimo separare. Abbiamo avuto un breve colloquio con il vice presidente Sordini il quale ha assicurato che le sue dimissioni non sono collegate agli affari interni della società, ma a motivi personali. Abbiamo incontrato anche Roberto Costanzo, da sette anni presidente di Argentario Nuoto: un impegno, faticoso e per certi versi anche pericoloso (pneumatici tagliati e tensostruttura danneggiata) che si ribella alle insinuazioni di una opposizione fantasma, dopo un settennio durante il quale assicura: «Ho dato tutto me stesso cercando di rivalutare la piscina che sappiamo tutti era in condizioni tali che la gente ci veniva malvolentieri. Da qualche mese sono riuscito a vincere la gara indetta dal Comune, per la gestione triennale. Come presidente vorrei fare un passo indietro ma vorrei che se qualcuno ha delle perplessità riguardo alla mia gestione si faccia vivo nella prossima assemblea».
«Comunque, se nessuno si fa avanti e l’assemblea, mi dovesse rinnovare la fiducia io continuerò a portare avanti il programma di lavoro fino alla scadenza del mio incarico. Se poi l’assemblea oltre a togliermi la carica di presidente mi vuole togliere anche la carica di tecnico io in piscina andrò soltanto a fare il bagno. Se alla fine dovesse succedere che dopo la mia bocciatura nessuno si presentasse per assumersi questa responsabilità, io sarei costretto, come presidente uscente, a consegnare i registri il che significherebbe la fine della società».
Renzo Wongher
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