Italia
Il Canale di S.Rocco resta di competenza del Comune
GROSSETO. Il Canale San Rocco resta demanio marittimo, fino a ponte Cavalleggeri – la strada delle Collacchie, per intendersi – e dunque resta, almeno per il momento, di competenza del Comune di...
GROSSETO. Il Canale San Rocco resta demanio marittimo, fino a ponte Cavalleggeri – la strada delle Collacchie, per intendersi – e dunque resta, almeno per il momento, di competenza del Comune di Grosseto. A deciderlo, anzi a non decidere sul ricorso presentato dalla Provincia, che avrebbe competenza sul canale se fosse rimasto demanio idrico, è stato il Tar della Toscana che ci ha messo quasi 9 anni per stabilire di non essere competente a decidere. «La competenza – dice il Tar – è, come aveva sostenuto il Comune di Grosseto, del Tribunale regionale delle acque pubbliche». A questo punto la palla torna in mano alla Provincia che dovrà decidere se provare a far valere i propri diritti nella sede competente o se desistere. L'assessore e vicepresidente della Provincia, Marco Sabatini, non si sbilancia, si mantiene cauto, per più motivi. «Da una parte – spiega – dovrà essere valutato l'interesse della Provincia a provare a riprendersi la competenza su un tratto di canale di bonifica che gli è stato sottratto nel lontano 2003, dall'altra c'è anche da capire che cosa ne sarà delle competenze della provincia, vista la riorganizzazione avviata dal governo, e ci sarà da vedere se il demanio idrico resterà di competenza delle Province o se la gestione sarà affidata ai Comuni, come è per il demanio marittimo». La vicenda, in ogni caso, risale nel tempo, e risiede in quello che è stato un lungo braccio di ferro tra l'amministrazione provinciale di centrosinistra e la giunta comunale di centrodestra che governavano il territorio all'epoca, nelle more della realizzazione del porto di Marina di Grosseto. Fu, in sostanza, per semplificare le competenze che il Comune di Grosseto chiese e ottenne, dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il decreto che spostava i limiti del demanio marittimo dal ponte sul San Rocco che collega le due parti di Marina di Grosseto, e che si trova per pochi metri dentro l'area portuale, fino al ponte Cavalleggeri. Un ampliamento del demanio marittimo che avrebbe dovuto favorire e velocizzare la sistemazione di quella parte del canale, l'allestimento di nuovi ormeggi, che la Marina di San Rocco avrebbe dovuto realizzare e gestire. Insomma, un'operazione che da qualcuno fu letta come un tentativo di ampliare l'area portuale, senza dover avere a che fare con la Provincia, cui spetta la gestione del demanio idrico, e dunque anche la competenza sulle concessioni delle sponde di corsi d'acqua e canali di bonifica, come è il San Rocco. La Provincia, cui era stata tolta la voce in capitolo, fece ricorso al Tar, il 14 novembre del 2003, contro il decreto del ministero. A distanza di 9 anni il canale è sempre lì, senza barche né ormeggi, e finalmente il Tar ha deciso che tocca ad altri decidere.
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