Sicurezza
È arrivato a dare lavoro anche a 60 operai La chiusura dello stabilimento nel 1965
Il tannino ha rappresentato, nella prima metà del 1900, una delle più importanti attività produttive del paese amiatino, che nel momento di massima espansione arrivò a dare lavoro anche a 60 operai...
Il tannino ha rappresentato, nella prima metà del 1900, una delle più importanti attività produttive del paese amiatino, che nel momento di massima espansione arrivò a dare lavoro anche a 60 operai che lavoravano in fabbrica e a altre 100 persone che circolavano nell’indotto, per lo più impegnate nel taglio e nel trasporto del legname.
L’attività era nata nel 1924 ad opera di un imprenditore francese, il signor Piloit, che aveva intenzione di estrarre dai castagni e dalle querce l’acido tannico per la concia delle pelli. Nel 1926 la società Tannini italiani di proprietà dei fratelli sartori, acquistò un terreno di circa 3000 metri quadrati, fra via dei Mille e il podere di Campo Grande e la società realizzò lo stabilimento, i capannoni e la palazzina degli uffici Un complesso all’avanguardia con una specificità scenografica, una grande ciminiera di cemento armato, alta 55 metri. Tutto andò bene fino alla metà degli anni 50. Nel 1956 la società cedette le sue quote sociali alla Ledoga che aveva il monopolio in Italia per l’estrazione del tannino. L’attività continuò stancamente fino al 1965, anno della chiusura. (f.b.)
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