Finanza
«Un’occasione per cittadini e imprese»
Il senese Mauro Rosati, direttore di Qualivita, sulla superprovincia con Grosseto: in Maremma classe politica più evoluta
GROSSETO. Il territorio di Grosseto e Siena, riunito per decreto del governo, ha potenzialità uniche al mondo per il turismo e l’enogastronomia: se i cittadini e le imprese sapranno essere protagonisti, con le giuste sinergie, l’occasione della Provincia unica è enorme.
E la politica, in questo processo, deve essere “meno ingombrante” possibile, limitandosi a facilitare una crescita che, anche in giorni di profonda crisi, si intravede all’orizzonte.
Questo il pensiero di Mauro Rosati, 44 anni, direttore generale della Fondazione Qualivita, membro del Cda di Antonveneta (gruppo Mps), editorialista dell’Unità per il settore “food” e, soprattutto, senese purosangue. «Senese sì, ma legato a doppio filo alla Maremma, da sempre. È la mia seconda patria, fra Grosseto e Castiglione della Pescaia ci sono cresciuto».
Ora nasce una superprovincia. Forse la terra più bella del mondo.
«Non forse, di sicuro. E una terra con potenzialità enormi. Voglio essere sincero, dal punto di vista politico non ha molto senso: sarebbe stato meglio tenere le amministrazioni separate. Ma Siena e Grosseto, insieme, danno la miglior offerta italiana dal punto di vista turistico, inteso a 360 gradi. Certo servono sinergie e, soprattutto, infrastrutture adeguate».
Il cantiere infinito della E78 adesso va avanti, finalmente. Le due città sono meno lontane.
«Già adesso si percorre più velocemente, ma con l’ultimo lotto sarà davvero mezz’ora di strada. Penso però anche all’aeroporto di Grosseto che, visto che quello di Siena non... decolla ormai più, potrebbe essere un volano per tutta l’area. È chiaro che dovrà avere più spazio per i voli civili».
Dal Chianti al Montecucco, dalle Crete all’Argentario, da San Gimignano a Pitigliano. C’è di tutto nella superprovincia.
«Un’offerta unica al mondo, penso anche all’appeal di un monte Amiata riunito. Ma, come detto, servono sinergie. I microterritori, pur con le loro eccellenze, non hanno le potenzialità per competere nei mercati globali e rischiano di essere schiacciati pur avendo produzioni di grande qualità. Servono dei network nel settore alimentare e artigianale. Ma servono davvero: finora ne hanno parlato in tanti, ma senza fare mai nulla di concreto».
Due città anche politicamente diverse. E Siena passa un momentaccio.
«Grosseto, da questo punto di vista, è avanti. C’è stata un’evoluzione diversa rispetto a Siena, dove il centrosinistra è succeduto sempre a se stesso e non ha saputo mai rinnovarsi: così ora ne paga le conseguenze. A Grosseto, dopo la parentesi di Antichi e del governo di Centrodestra, il Pd ha dovuto mettersi in discussione e ripartire da zero. Ed ecco emergere personalità di spessore come Leonardo Marras, lo stesso Bonifazi, che hanno portato idee nuove e coraggio. Nella mia città questa spinta è mancata e ora siamo nella difficile situazione odierna. Certo, se si guarda la storia, Siena ha uno spessore culturale diverso».
Ma la crisi della banca di Siena investe anche la Maremma.
«La investe sì. Mancano adesso, e mancheranno ancora, circa 150 milioni di euro che venivano riversati sul territorio ogni anno. Ed erano soldi che, in qualche modo, avevano i loro effetti sull’intera “area vasta”. Ne beneficiavano centinaia di aziende».
Come se ne esce?
«Cogliendo l’occasione che abbiamo davanti. E lo devono fare, prima di tutto, le imprese e i cittadini, con la politica molto in sottofondo. La gente di Siena, la gente maremmana, ha nel Dna la capacità di uscire da questo momento difficile: le potenzialità ci sono tutte, ora vanno tenute insieme mettendo finalmente da parte rivalità e gelosie. Insieme possiamo andare lontano».
@guifiorini
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