La manifestazione
Scommesse sportive: gestori di bar assolti
Accusati in base alla legge sul “totonero”, utilizzavano invece solo una società diversa da Snai
GROSSETO. Sono finiti davanti al giudice con un’accusa seria: quella di organizzare scommesse clandestine nei loro bar in città quando in realtà, quello che avevano fatto Marco Bernardini, gestore del Caffè di Porta Vecchia e Salvatore Onorato, titolare del Caffè Italiano, era stato scegliere una società per le scommesse sportive diversa dalla Snai. E il giudice Giovanni Muscogiuri li ha assolti entrambi da quell’accusa.
A fare causa ai due gestori era stata appunto la Snai, che aveva presentato un esposto alla procura sostenendo che le due attività facevano concorrenza sleale raccogliendo scommesse clandestine. Ma quando anche la società si è accorta che le cose in quei due bar non stavano proprio in quel modo, ha fatto un passo indietro e ha rinunciato alla costituzione di parte civile.
Siamo nel 2007, a Grosseto, quando nei due caffè spuntano i cartelli pubblicitari della Getting Better, altra società di scommesse sportive. I due bar hanno la licenza e il terminale per utilizzare questo sistema che prevede la vendita di tessere ricaricabili da utilizzare per effettuare le scommesse.
Salvatore Onorato, difeso dall’avvocato Roberto Baccheschi, nel bar aveva messo alcune ricevute intestate a suo nome che riportavano anche le cifre delle vincite di alcune giocate. Gli agenti della Snai hanno pensato che fosse proprio Onorato ad utilizzare la sua tessera ricaricabile per consentire le giocate ai clienti del bar. «E invece abbiamo dimostrato che non c’era niente di tutto questo - dice l’avvocato Baccheschi - e che quello che accadeva nel locale era assolutamente lecito». Non c’è voluto molto per far cadere il castello accusatorio: il pm aveva già chiesto l’assoluzione per Benardini, difeso dall’avvocato Roberto Cerboni, mentre per Onorato era stata chiesta una pena di sei mesi di reclusione. Onorato, però, poteva tranquillamente utilizzare quella pubblicità ed esporre i tagliandi con le vincite a suo nome, per invogliare i clienti ad acquistare le carte prepagate della società e a puntare su vari eventi sportivi.
Inoltre, il giudice Muscogiuri ha anche contestato il fatto che durante il processo, nessuno «ha fornito alcuna nozione processualmente utilizzabile - scrive nella sentenza - in ordine a che cosa sia e che cosa faccia la ditta Mondial Betting, che viene spesso citata».
Onorato e Bernardini, quindi, sono stati assolti. «Anche perché - aggiunge Baccheschi - nessuno ha mai visto nel bar del mio cliente (e nemmeno in quello di Bernardini, ndr) clienti che facessero scommesse illegali, nonostante i controlli che furono fatti dopo l’esposto da parte della polizia giudiziaria». (f.g.)
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