La manifestazione
Mabro: l’ultimatum dei sindacati
Un mese di tempo per valutare le reali prospettive dell’azienda, oggi l’assemblea per decidere il rientro al lavoro
GROSSETO. Centoquarantasei chilometri di attesa, un’ora e mezzo di strada percorsa tutta d’un fiato per uno degli appuntamenti più attesi dell’ultimo mese della vertenza Mabro: l’incontro in Regione con l’assessore allo Sviluppo economico Gianfranco Simoncini. In piazza Dante, sotto palazzo Aldobrandeschi, in contemporanea con l’assemblea fiorentina si sono ritrovate le vestaglie azzurre. Sono rimaste lì, sotto il palazzo della Provincia, per fare fronte comune con i loro rappresentanti che erano a Firenze a discutere del futuro di tutte. Al tavolo della Regione, oltre all’assessore Simoncini, c’erano i rappresentanti dei tessili di Cgil, Cisl e Uil, gli assessori Cinzia Tacconi e Manuel Cerciello, oltre all’imprenditore Andrea Barontini e Anton Giulio Pacenti, il consigliere Pd Lucia Matergi.
Durante il consiglio di ieri, l’assessore ha analizzato la situazione di tutte le aziende in crisi della Toscana, fornendo numeri e dati. E annunciando l’incontro di ieri sera. «Abbigliamento Grosseto - ha detto l’assessore - è un'azienda con grandi potenzialità di mercato, ma bloccata da una crisi di liquidità che rischia di compromettere la situazione. Chiederemo l'immissione di nuove risorse di liquidità». Richieste che dovranno essere recepite dai vertici di Abbigliamento Grosseto.
«Basta con i soldi pubblici», ma anche «Basta promesse, adesso i fatti» e ancora «Speranza e fiducia non si mangiano», per arrivare a un preoccupato «Rossi dove sei? siamo rimaste sole» e ancora: «La Mabro è ancora qui, è passata l’estate e siamo ancora più incazzate». Gli striscioni preparati dalle donne della Mabro, ieri, lanciavano segnali chiari: i soldi devono esserci, per pagare gli stipendi.
E oggi, potrebbe anche riprendere la produzione perché la società ha pagato gli stipendi di agosto e il 60% di quelli di settembre.
La riunione, a Firenze, è finita tardi. Di questioni in ballo ce n’erano diverse e i lavoratori chiedevano certezze e trasparenza anche sul nuovo assetto societario, dopo l’ingresso di Anton Giulio Pacenti in Abbigliamento Grosseto.
Oggi potrebbe anche riprendere la produzione alla Mabro, l’azienda. La decisione finale sarà presa questa mattina dall’assemblea dei lavoratori. La proprietà infatti, avrebbe pagato gli stipendi di agosto e il 60% di quelli di settembre.
«Fatte tutte le richieste sulle prospettive - dice Fabio Della Spora, Femca Cisl - è stato chiesto semplicemente quando si avvereranno queste prospettive. Nell’arco di un mese, il 4 dicembre, ci rivedremo e dovranno scoprire tutte le carte e l’azienda o sopravvive o non sopravvive». Un mese di tempo non è tantissimo per risolvere una situazione che ieri rischiava di diventare ancora più complessa. Le rsu non hanno avuto le risposte che volevano sull’assetto societario. Alla riunione è stato spiegato che la nuova Abbigliamento Grosseto sarà pronta tra una quindicina di giorni e che Barontini sarà il presidente, mentre Pacenti avrà il ruolo di consigliere con delega. «Ma sulle fiduciarie - dice Nadia Perino, rsu Cgil - nessuno ha voluto dirci come stavano le cose. Simoncini ci ha consigliato di rivolgerci alla Procura, se pensiamo che le cose non siano trasparenti come ce le prospetta la società». Il sospetto che alcune lavoratrici, in Procura ci fossero già state, ieri è venuto fuori prima dell’incontro. Un sospetto che non trova però fondamento nelle carte: alcun esposto sarebbe stato presentato.
Oggi quindi, si torna probabilmente al lavoro, con uno stipendio e poco più di mezzo pagato, per capire se davvero, nell’arco di un mese, entreranno quelle commesse e quei soldi che Barontini ha promesso.
@francegori
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