Il Tirreno

Grosseto

Gavorrano scommette sulle terme

di Alfredo Faetti
Gavorrano scommette sulle terme

Il Comune solletica gli appetiti delle aziende specializzate con una delibera ad hoc per rilanciare il turismo

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GAVORRANO. Gavorrano scommette sulle acque termali. Una risorsa che tutto il sottosuolo del comune minerario, da anni obiettivo delle amministrazioni che si sono succedute alla sua guida. Ma per un motivo o per l’altro, vedi cambi di normative e tempeste politiche nelle maggioranze, la situazione si era arenata.

Fino ad ora, visto che la giunta di Elisabetta Iacomelli che è riuscita a trovare il modo di portare avanti la scommessa, stilando un bando ad hoc. La posta in palio, del resto, è alta. Lo sfruttamento delle acque termali infatti potrebbe essere un volano di sviluppo per il territorio. Non solo per le loro proprietà terapeutiche, ma perché con questa risorsa potrebbero crearsi le «condizioni di mercato tali da giustificare investimenti da parte di operatori specializzati».

Così si legge in una delibera dell’amministrazione. E questi operatori saranno fondamentali per poter sbloccare questo tesoro liquido sotterraneo, non solo per i loro soldi. Il fatto è che Gavorrano punta da sempre sulle acque termali. Tant’è che nel 2009 lo fece mettere anche nero su bianco in un accordo firmato con Syndial e altri enti della zona. Questo accordo, in cui il Comune ha definito l’utilizzo delle acque a scopi termali un «obiettivo prioritario», prevede che la società ex Montecatini, durante gli interventi di messa in sicurezza della miniera, si impegnasse a svolgere uno studio per verificare l’uso termale delle acque che confluiscono sotto Gavorrano.

Il problema però nasce poco dopo, quando cambia la normativa in materia: le amministrazioni comunali non possono più richiedere il permesso per la ricerca né l’eventuale concessione per lo sfruttamento. Blocco questo risolto da Iacomelli e i suoi, dopo un consulto con gli uffici della Regione. La soluzione sta nel coinvolgere soggetti interessati al progetto attraverso quella che viene definita una «manifestazione d’interesse». Da qui il bando pubblico e la ricerca di operatori. Questa potrebbe essere insomma la mossa della svolta. Gavorrano del resto è sempre stata collegata dell’idea delle terme. «Lo stesso toponimo “Bagno di Gavorrano” è relativo ad un’area che, fino a non molti decenni fa, evidenziava l’affioramento di acque con caratteristiche termali» continua la delibera. E riuscire a sfruttare questa risorsa potrebbe segnare un bivio per il territorio. L’amministrazione evidenzia che «l’area si trova a pochi chilometri di distanza dal golfo di Follonica, in un contesto turistico favorito da luoghi che già godono di fama internazionale e con una forte tipicità di prodotti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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