Il Tirreno

Grosseto

C’è una coop dietro al progetto-darsena

di Paola Villani
C’è una coop dietro al progetto-darsena

La “Cittadella del mare” riunisce alcuni imprenditori che pensano ad una struttura da 400 barche da 7 a 10 metri

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FOLLONICA. Dietro al progetto della darsena c’è una cooperativa con idee molto chiare.

Sono mesi che a Follonica tutti parlano di un piano già pronto per la realizzazione di un porto artificiale capace di ospitare centinaia di imbarcazioni nell’area verde di fronte alla foce del Cervia (Pratoranieri). Voci che sono diventate così insistenti da provocare degli scossoni all’interno del governo locale.

L’assessore al Mare, Davide Novelli, ha dichiarato di essere pronto a lasciare il suo incarico qualora la giunta di cui fa parte decidesse di portare avanti il progetto. Non solo, è stata creata pure un’associazione di cittadini, La Duna, i cui esponenti hanno dato già prova della loro totale contrarietà alla darsena, elencando una serie di motivazioni per le quali a loro giudizio avrebbe un impatto negativo sull’ambiente circostante.

Molto rumore per nulla? No, perché dietro a tutto questo c’è una cooperativa “La cittadella del mare” formata da alcuni imprenditori della zona, che quella darsena la vuole realizzare. Ci sono progetti, carte, studi di settore, insomma tutti gli incartamenti utili a presentare il piano ai piani alti del municipio, e c’è già anche un trafiletto pubblicato da una nota rivista del settore dove si dice che il piano “dovrebbe essere approvato dalle amministrazioni locali già a fine anno” (così si legge nell’uscita di novembre di Vela e Motori) mentre i lavori cominceranno nel giugno del 2013.

Entro insomma il 2015 quella struttura composta da 400 posti barca dovrebbe funzionare a pieno regime.

«Ci siamo attivati nel rispetto di una delibera approvata lo scorso anno a febbraio dal Comune di Follonica, dove appunto vengono indicati gli indirizzi per la nautica cittadina e dove compare anche la stessa darsena» spiega uno dei consiglieri della cooperativa, Maurizio Sparpagli.

«Si tratta di una struttura capace di ospitare 400 natanti dai 7 ai 10 metri, piccole barche, quelle che poi rappresentano il 51% delle imbarcazioni presenti in Italia». La cooperativa ha già preso accordi con il proprietario dell’area per una futura cessione del terreno. «Il progetto dà delle risposte alle carenze del settore: in Toscana secondo degli studi manca questa tipologia di porto, e le richieste ci sono, ne abbiamo avuto la prova al Salone Nautico di Genova dove il nostro piano ha avuto un riscontro molto positivo». A sentire Sparpagli la cooperativa avrebbe trovato già finanziatori, acquirenti e costruttori interessati. «Abbiamo solo risposto a quanto era scritto nella variante approvata dal Comune – continua Sparpagli – e tutti gli addetti del settore ai quali abbiamo presentato l’idea hanno espresso un parere molto positivo, perché effettivamente la nautica minore ha bisogno di progetti come il nostro».

Il fascicolo c’è ed è pronto per essere consegnato nelle mani degli amministratori, a loro la decisione finale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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