Il dolore
Minacce e “attentati” Incubo in una palazzina
Olio lungo le scale, telefonate notturne, contatore elettrico staccato Una novantenne “perseguitata in casa” si rivolge ai carabinieri
GROSSETO. Dispetti e telefonate anonime, contatori staccati; la posta sparita. Una sere di episodi a catena sconvolge da mesi la tranquillità di una 90enne che abita in un paese amiatino, e che si è rivolta ai carabinieri, insieme ai familiari preoccupati, per capire come sfuggire alla persecuzione di un anonimo stalker che pare accanirsi su di lei senza motivo, nel palzzo dove abita.
La storia inizia alcuni mesi fa e da allora – racconta la famiglia - è stato un crescendo. Le prime avvisaglie risalgono ad aprile quando all’alba, a casa dell’anziana, squilla il telefono. Sono telefonate mute. La donna si precipita col cuore in gola ma tutto tace, e peggio ancora gli squilli sono in “serie”, ripetuti più volte nell’arco di poco. Passa un altro mese e da maggio capita altro: di notte l’energia elettrica nell’appartamento si interrompe più volte. La colf è costretta a scendere le scale per riattivare ogni volta l’interruttore nel pianerottolo del fabbricato subito dopo il portone di ingresso (quest’ultimo sempre chiuso e inaccessibile dall’esterno) e lo trova staccato. Anche qui, capita molte volte. Pare che vi sia qualcuno che si diverta a staccare il pulsante a ripetizione, e non più solo di notte. Che vi sia qualcosa di strano la signora lo scopre con certezza dopo aver chiamato un elettricista, che verifica il funzionamento dell’impianto e certifica che è tutto regolare. Anche i familiari, che non lasciano mai sola la signora, arrivano a sigillare il contatore per impedire che nessuno più vi acceda per staccarlo. Viene applicato del nastro isolante: il box coi contatori è reso ermetico ma anche stavolta qualcuno – di nuovo – lo riapre. Rimuove il nastro e stacca l’interruttore lasciando ancora a signora al buio. Fin qui gli episodi si sommano catalogandosi nel rango dei dispetti, tout court. Ma dopo qualche settimana la storia diventa più inquietante e spinge la famiglia a chiedere aiuto ai carabinieri.
Nello scendere le scale l’assistente che la precede si accorge che il corrimano di sicurezza a fianco delle scale è spalmato di sostanza oleosa. Lo scopre appoggiandosi lei stessa; giusto in tempo per bloccare la signora che avrebbe potuto scivolare – data l’età e le difficoltà a camminare – con conseguenze disastrose. Tutto viene ripulito e sistemato. Nei giorni, nelle settimane e Eppure nei mesi successivi l’episodio si ripete più volte, e se ne accorgono anche ospiti in visita alla donna, che quando fanno per sorreggersi al corrimano rischiano loro stessi di cadere. Passa ancora del tempo e gli episodi non s contano più. D’estate la signora riceve avvisi dalle compagnie di telefonia ed elettriche che la avvertono come le utenze saranno disattivate, perché lei non paga le bollette. Bollette che però non sono mai state ricevute, nonostante il postino - interpellatop - confermi di averle correttamente inserite nella cassetta postale.
I sospetti aumentano, l’angoscia pure. L’ansia che gli avvisi siano stati estratti volontariamente da una mano anonima si cumula col resto fino a culminare nell’ennesimo brutto episodio, capitato alcuni giorni fa quando l’anziana – grazie all’affettuosa sorveglianza della colf - scopre che la scala (non più il corrimano) che discende dal suo appartamento (e dove passa solo lei) è stata imbrattata con salsa di pomodoro molto scivolosa. La famiglia, pur non disponendo di assolute certezze sulla responsabilità dei fatti, è convinta che in quel piccolo edificio non abbiano accesso persone estranee al condominio, e si è rivolta ai carabinieri chiedendo di scoprire il responsabile e porre fine a questa lunga catena di dispetti, che acquistano la forma di una vera e propria aggressione condominale ingiustificata.
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