Il Tirreno

Grosseto

Megatruffa dell’amico: 170mila euro

di Matteo Baccellini
Megatruffa dell’amico: 170mila euro

Pensionato stacca assegni al sedicente promotore di Siena che conosceva da una vita e che alla fine sparisce coi soldi

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ARCIDOSSO. Si fidava, il pensionato. È perchè non farlo, del resto, visto che l’altro era uno dei suoi più cari amici. Gli era sembrato normale, quasi accattivante, l’idea di quell’investimento nei titoli obbligazionari di una importante banca svizzera.

Nel giro di tre anni l’ottantenne di Arcidosso aveva staccato assegni (non più di 3-4) per un totale di 170 mila euro. Quando l'amico di famiglia, che ai suoi occhi si era presentato, meglio dire spacciato, come promotore finanziario, dopo mesi di incertezze e ritardi inspiegabili, si è reso irreperibile, dandogli sempre più motivi per dubitare della sua buona fede, lo ha denunciato ai Carabinieri di Arcidosso.

La vittima della truffa è un amiatino. Lui e il truffatore, un cinquantacinquenne residente nella provincia di Siena, erano amici da sempre: si conoscevano da una vita, il che ha reso sicuramente più agevole il piano truffaldino del 55enne.

Negli anni dal 2007 al 2010, lo aveva convinto e indotto a sottoscrivere investimenti nei titoli obbligazionari con una banca svizzera dall'alto rendimento: l'ottantenne, confidando nella lunga amicizia e anche nella rendita cospicua che l'amico gli aveva promesso, aveva staccato in quel lungo intervallo di tempo gli assegni.

Per i primi anni non aveva dubitato di quanto l'amico stesse architettando alle sue spalle. La rendita però tardava ad arrivare e quei fogli da firmare che diventavano sempre più numerosi lo hanno piano piano insospettito. Poi il truffatore si era dato per malato (dicendo addirittura di essere ricoverato in ospedale), poi era svanito nel nulla. La fiducia verso l’amico (ex a questo punto) si è piano piano sgretolata quando si è reso conto che il truffatore temporeggiava troppo nel fargli ottenere la riscossione delle cedole, anche a seguito di numerosi piani di disinvestimento del capitale.

Insomma, di volta in volta, c’erano nuovi fogli intestati alla banca svizzera da firmare. Ma quella promessa di ottenere la rendita non l’aveva mai mantenuta. A quel punto al malcapitato anziano non è rimasto che denunciare il 55enne alla compagnia dei Carabinieri di Arcidosso. Oltre tutto, dopo alcune telefonate alla banca svizzera, sono arrivate le conferme che non esisteva nessun rapporto di lavoro tra l'istituto di credito svizzero e il famigerato intermediario finanziario. La banca, anzi, ha preso le distanze dall'uomo, che negli anni ha dunque incassato gli assegni solo per truffare l'anziano. Tutti i documenti firmati erano dunque dei falsi.

L'uomo aveva precedenti penali sempre nel settore bancario. È stato già identificato dalle forze dell'ordine arcidossine anche se al momento è sempre irreperibile. Difficile prevedere anche se l'anziano riuscirà a recuperare almeno in parte l'ingente somma investita. A sua insaputa, in un fondo vuoto a perdere.

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