Il Tirreno

Grosseto

La piazza non è sicura il parroco chiude chiesa

di Fiora Bonelli
La piazza non è sicura il parroco chiude chiesa

Nel cuore di Castel Del Piano torna a esplodere la polemica sulla sicurezza dopo il furto di un'auto. E stavolta don Giovanni decide di blindare la chiesa per protesta

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CASTEL DEL PIANO. Furto nella notte, a Castel del Piano, di un’automobile che era stata posteggiata nella piazza principale del paese e che poi è stata ritrovata alla periferia cittadina.

E subito tornano a infuriare le polemiche sulla sicurezza di uno spazio in pieno centro storico, cuore religioso e civile di Castel del Piano. Al punto che il parroco – per protesta – decide di chiudere la chiesa. Insomma, piazza Madonna torna ancora una volta al centro di polemiche, di proteste e di provocazioni.

Adesso, infatti, durante la notte la piazza si trasforma in luogo non solo di bivacchi e di schiamazzi, ma diventa un posto da cui si possono rubare tranquillamente auto, oppure ripulirle del loro contenuto. Il furto, che è suonato come un ennesimo campanello di allarme è accaduto nella notte fra venerdì e sabato.

È sparito proprio da piazza Madonna un furgone Doblò che vi era stato parcheggiato. Il proprietario l’ha fortunatamente ritrovato, già ieri mattina, nei pressi dell’ex albergo Impero, in una zona periferica del paese. Ma al di là del lieto fine per chi è stato derubato, questo furto diventa un segnale assai inquietante, che va ad aggiungersi ad episodi poco piacevoli segnalati dai cittadini già da tempo.

La gente non si fida più a lasciare la macchina nemmeno per un minuto in quella piazza che eppure è raccolta fra due chiese. In un batter d’occhio, tempo addietro, una signora si è vista soffiare borsa e documenti che vi aveva lasciato per un secondo incustoditi.

Il divieto di sosta nella piazza era imposto, fino a poco tempo fa, anche dalla presenza di fioriere che impedivano alle auto di fermarsi lì. Fioriere di coccio, molte delle quali sono state rotte dalle auto nel corso del tempo, convincendo l’amministrazione a toglierle di mezzo.

Ed ora sebbene il divieto valga come prima, lo spazio appare invitante per la sosta. Così la piazza si è trasformata in parcheggio, specie notturno. Con conseguenze disastrose. Perché la notte la piazza si riempie non solo di auto ma di ogni genere di sporcizia: bottiglie e bicchieri, cartacce.

«L’altra notte – dice il parroco don Giovanni Zecca, il quale già da tempo ha sollevato il problema – devono aver mangiato le caldarroste, perché la mattina dopo la gradinata davanti alla chiesa principale era piena di bucce di castagne, oltre che dei soliti bicchieri e altro».

È ormai da diversi mesi che don Giovanni, con alcuni cittadini al suo fianco, segnala la questione. Tanto che aveva anche richiesto all’amministrazione comunale di risistemare i grandi vasi di coccio attorno alla piazza per creare un’area di rispetto e evitare la sosta selvaggia della auto. E soprattutto aveva segnalato furti in chiesa, nelle cassette delle elemosine, che si verificano con frequenza.

Adesso che nella notte è addirittura successo un furto d’auto, esplode. Annunciando una forma di protesta davvero clamorosa anche per chi, come lui, non le ha mai “mandate a dire”: una sorta di “sciopero” della chiesa.

«Siamo arrivati a un punto drammatico», dice don Giovanni. «In questa piazza che era un gioiello, la notte succede di tutto. Protesto vivamente e proprio per questo motivo chiudo la chiesa principale per tutto il giorno. La scalinata del tempio è diventata luogo per divertirsi, bere, mangiare. Davanti all’edificio le auto sostano senza ritegno. E ora le rubano pure. Così chiudo “bottega” e aprirò soltanto in occasione di funzioni e cerimonie. Sono costretto a farlo».

Ma non basta, perché il parroco promette di rivolgersi a qualcuno più in alto di lui (o almeno dotato di maggiori poteri decisionali) perché vengano presi provvedimenti: «Da solo non ce la faccio. Chiederò consiglio e sostegno e intervento a autorità civili e religiose che spero vorranno aiutarmi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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