Il Tirreno

Grosseto

LE CONTROVERSIE IN MAREMMA

Dalla tivù alla pipì del cane nei condomini è lite continua

GROSSETO. Dal cane che abbaia e dà fastidio, al rumore di tacchi e zoccoli dal piano di sopra che scatenano le reazioni più infastidite. Dalla tivù accesa a tutto volume nel cuore della notte al...

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GROSSETO. Dal cane che abbaia e dà fastidio, al rumore di tacchi e zoccoli dal piano di sopra che scatenano le reazioni più infastidite. Dalla tivù accesa a tutto volume nel cuore della notte al cagnolino che fa la pipì nello zerbino. Vivere in condominio non è facile: il palazzo diventa spesso un microcosmo dove nel quale le dinamiche e gli umori, a stretto contatto l’uno con l’altro, possono esplodere, e in alcuni casi degenerare in tragedia. La casa, col suo valore economico e simbolico, diventa fonte di ansie anche a Grosseto dove - in 7 mesi - la Camera arbitrale e di conciliazione della Camera di Commercio ha trattato circa 25 casi di conflittualità condominiali; l’azienda camerale (unico soggetto pubblico in questione, accanto ad altri istituti privati) regola le liti (incluse quelle condominiali) con tempi e modi alternativi rispetto al tribunale ordinario.

I dati camerali sono stati registrati da marzo a questa parte, cioè da quando il condominio è stato introdotto tra le materie obbligatorie della conciliazione (prima ne era escluso insieme alla responsabilità civile auto): 25 dunque i casi trattati, che per la verità «non sono moltissimi» secondo il responsabile Alberto Zaccherotti, anche se meritano ugualmente un approfondimento per la varietà della casistica.

«Gli episodi che abbiamo trattato riguardano spesso le tabelle millesimali - dice Zaccherotti - le divisioni delle spese, i rapporti con l’amministratore, eventuali eccessi di delega, discussioni tra condòmini quando piove dal piano di sopra, l’uso non conforme di spazi comuni, il cane che abbaia, il vicino che cammina in tarda notte con gli zoccoli».

Da poco la Corte Costituzionale, con una nota stampa, ha fatto sapere di avere dichiarato l’illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del decreto legislativo 4 marzo 2010 numero 28 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione. Istituto la cui obbligatorietà potrebbe esser tolta anche per quanto riguarda le controversie condominiali; al momento i condomini continuano a essere materia di mediazione. (el. gi)

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