Il Tirreno

Grosseto

Da parco a parcheggio In cinque sotto processo

di Pierluigi Sposato
Da parco a parcheggio In cinque sotto processo

Abuso d’ufficio a Rocchette: imprenditori, progettista e funzionari comunali rinviati a giudizio dopo gli accertamenti della guardia costiera e il sequestro

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GROSSETO. Opere edili abusive per la realizzazione di un parcheggio a uso dei clienti del campeggio, abuso d'ufficio, falso ideologico in certificazioni. Sono stati rinviati a giudizio in cinque - tra imprenditori e funzionari comunali - per la vicenda che a cavallo tra il 2010 e il 2011 aveva interessato un'area in località Rocchette, passata illegittimamente - secondo la Procura - da parco pubblico a parcheggio. Una vicenda che aveva fatto scattare i sigilli, apposti dalla guardia costiera su disposizione del gip. Sequestro confermato dal gup.

Il processo (prima udienza il 22 maggio prossimo) è stato fissato per Umberto Buzzichelli, 64 anni, presidente del cda della srl Camping Stella del Mare affittuaria del terreno, committente dei lavori e titolare del permesso a costruire; Matteo Pucci, 36 anni, progettista e direttore dei lavori; Rinaldo Favilli, 30 anni, amministratore unico della srl a lui intestata esecutrice dei lavori; Claudio Gariboldi, 49 anni, all'epoca responsabile del procedimento e dell'ufficio pianificazione e gestione del territorio del Comune di Castiglione della Pescaia; Marco Ramazzotti, 38 anni, tecnico comunale attualmente in servizio, incaricato dell'istruttoria.

Il gup Marco Bilisari ha individuato come parti offese per l'eventuale costituzione di parte civile sia il Comune di Grosseto sia la sas Bagno Rocchette di Alessandra Bianchi.

Secondo il pm Maria Navarro, i cinque sarebbero interessati da una realizzazione che avrebbe comportato un cambio di destinazione d'uso urbanistico, in una zona a vincolo paesaggistico. Quel parcheggio (1.663 metri quadrati) a uso privato, a servizio dei clienti del campeggio Stella del Mare, sarebbe stato realizzato con la recinzione dell'area, un manto in terra battuta, pali in legno piantati nel terreno, rete zincata a maglia sciolta, un cancello di ingresso e lo spostamento di passaggio pedonale pubblico al mare; con una parte della recinzione (180 metri quadrati) su proprietà privata. Il tutto sulla fascia di 30 metri dal confine del Demanio Marittimo. L'intervento sarebbe stato illegittimo perché in violazione delle destinazioni di vincolo: in qualla zona sarebbero ammessi solo interventi destinati alla formazione di parco pubblico. Non sarebbe stata avviato il procedimento di formazione di una variante al Prg. E sarebbe mancato il preventivo nulla osta della capitaneria di porto di Livorno. Al momento in cui era scattato il sequestro (ai primi del 2011) i lavori erano in corso.

Buzzichelli, Pucci e Favilli devono rispondere anche di lavori in difformità dal permesso a costruire e dal nulla osta dell'autorità preposta al vincolo: perché il cancello di accesso al parcheggio non solo sarebbe stato messo in diagonale invece che in parallelo ma avrebbe avuto dimensioni diverse (inferiori); perché la recinzione era alta 2,1 metri invece che 1,80; perché il tratto di recinzione era lineare invece che segmentato.

Tutti e cinque sono imputati anche per la violazione del codice della navigazione in relazione alla recinzione non autorizzata in zona di rispetto.

I soli Gariboldi e Ramazzotti, inoltre, sono chiamati a rispondere del permesso a costruire n. 5827 del 2009. Che secondo il pm sarebbe stato rilasciato (nel luglio 2010) irregolarmente alla Stella del Mare nonostante il parere contrario espresso dalla Provincia nella conferenza dei servizi di un mese prima, sempre a proposito degli interventi consentiti dai vincoli. Un comportamento che avrebbe procurato un vantaggio patrimoniale ingiusto alla srl.

Infine, Buzzichelli e Pucci sono chiamati a rispondere di falsa attestazione negli elaborati grafici allegati alla domanda per i rilascio del permesso a costruire (luglio 2010). La contestazione riguarda il passaggio per i pedoni e i mezzi di soccorso: che secondo l'imputazione non avrebbe avuto sbocco diretto al mare perché tale sbocco sarebbe stato impedito dalle cabine dello stabilimento Rocchette poste trasversalmente per 4,6 metri oltre l'allineamento della recinzione collocata sul lato del nuovo passaggio. Dunque, il percorso pubblico avrebbe dovuto necessariamente deviare sopra la foce del fosso Sassi Bianchi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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