La manifestazione
Anche il Veliero aspetta la riapertura
La cooperativa proprietaria del campeggio: «Auspichiamo la stessa soluzione attuata per Maresì»
FOLLONICA. La modifica agli statuti di Mare Sì e Veliero è stata elaborata dallo stesso studio legale: se la prima va bene perché l’altra no? La domanda arriva dai vertici della cooperativa proprietaria del campeggio Veliero, come era prevedibile dopo la conclusione positiva della vicenda del vicino villaggio turistico Mare Si, adesso anche loro aspettano un finale identico. «Auspichiamo una soluzione simile nei nostri riguardi - dichiara Massimo Ghini, vice presidente dell’Aurelia, proprietaria del campeggio - stiamo infatti aspettando che il Comune di Follonica risponda alla richiesta inviata dai nostri legali l’8 ottobre. Riteniamo che le due strutture non abbiano situazioni estremamente diverse, anzi, al momento a nostro avviso sono perfettamente identiche».
Se infatti la Mare Si dovrà affrontare un investimento di quasi un milione di euro per ristrutturare il villaggio stessa cosa deve fare l’Aurelia. In entrambi i casi il Comune ha preso atto della rimozione dei presunti abusi, delle modifiche allo statuto (il Veliero le ha introdotte nel maggio 2012) e ora pare che sia stato superato pure l’obbligo di una gestione affidata a soggetti esterni alle cooperative. Che cosa ostacola quindi il Comune a scrivere la parola fine anche nella vicenda del campeggio? «Speriamo - continua Ghini - di ricevere la revoca dell’ordinanza quanto prima. Purtroppo ogni giorno allontana la possibilità di aprire la struttura per la prossima stagione: se così fosse i danni oltre che sulla proprietà ricadrebbero inevitabilmente sull’economia locale».
Che in un qualche modo l’amministrazione stia usando due pesi e due misure per tali questioni non lo pensano solo dalla cooperativa Aurelia, ma anche dall’opposizione. «La riflessione - dice Sandro Marrini, consigliere comunale del Pdl - scaturisce dall’atteggiamento che l’amministrazione comunale sta tenendo e ha tenuto nei confronti delle tre strutture turistico ricettive di Pratoranieri». Marrini si riferisce in questo caso all’accordo trovato con l’altro villaggio il Girasole. «Non volendo entrare nelle questioni legali, il mio ragionamento è molto più pratico - conclude il consigliere - la mia istanza non arriva per tirare acqua al mulino delle cooperative proprietarie di quelle strutture, ma scaturisce dall’interesse nei confronti della mia città, che di quelle mancate aperture ha pagato a caro prezzo le conseguenze».
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