Attenzione
Quel monumento ambìto nel mondo e dimenticato nella sua terra
Mentre il tempio etrusco di età ellenistica appare dimenticato, il frontone etrusco di Talamone, che anticamente si ergeva su di esso raffigurando la mitica leggenda di Eschilo dei Sette contro Tebe,...
Mentre il tempio etrusco di età ellenistica appare dimenticato, il frontone etrusco di Talamone, che anticamente si ergeva su di esso raffigurando la mitica leggenda di Eschilo dei Sette contro Tebe, ha preso il volo da qualche mese e non si trova più nel museo comunale di Orbetello della Polveriera Guzman.
Dal giugno scorso, infatti, la Soprintendenza per i Beni archeologici della Toscana ha programmato un tour all’estero per il meraviglioso reperto etrusco; viaggio che lo ha condotto in primis a Santiago del Cile, all’Istituto Cultural de Providencia, dove lo scorso settembre è stata inaugurata una mostra relativa anche ad altri reperti storici italiani. Una volta rientrato in patria, dovrebbe essere dirottato verso un’esposizione nella città di Trento per poi partire nuovamente per l’estero con destinazione stavolta asiatica, in Cina. Non che sia la prima volta che il frontone di Talamone parte per un viaggio itinerante, visto che già in passato il suo leggendario fascino ha interessato e folgorato gli Stati Uniti ed il Giappone, ma il timore è che poi il reperto etrusco non faccia più ritorno in terra lagunare: fino a oggi questo è sempre avvenuto sin dal giorno del suo restauro, ma in considerazione del fatto che non si riesce nemmeno a curare il patrimonio storico che abbiamo stabilmente nella nostra zona potrebbe essere messa a serio rischio la presenza futura del frontone proprio nella terra che lo ha generato. Sì, perché il reperto non è di proprietà del Comune di Orbetello ma - come tutti i monumenti - appartiene allo Stato che, tramite la Soprintendenza per i Beni archeologici, lo concede in una forma di comodato per la sua esposizione e custodia. Questo presuppone anche qualche costo, qualche decisione amministrativa e di conseguenza anche una volontà politica che sicuramente, a prescindere dal partito di appartenenza, ogni sindaco sarebbe sicuro di avere dalla sua: senza però l’incubo della spending review che rischia veramente di distruggere l’archeologia e confermarsi come nemico il numero uno dell’arte e della cultura. (s.z.)
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