Finanza
Maxiprovincia, impazza il totonome
Sul web tutte le ipotesi su come chiamare il frutto del matrimonio Grosseto-Siena, tra mille idee “di parte” o “bipartisan”
GROSSETO. Sul mondo del web cominciano a fioccare le proposte sul nuovo nome da attribuire alla superprovincia Grosseto – Siena. Decine le idee avanzate dai lettori del Tirreno nell’apposito link del nostro sito www.iltirreno.it.
Dai primi risultati del sondaggio emerge con forza il nome Maremma, da solo o inserito in altre diciture, che vede il favore di circa la metà dei lettori. C’è chi propone “Maremma e Senese”, chi “Maremma Toscana” o chi - semplicemente orgoglioso dei valori storici e culturali del territorio - vorrebbe che la nuova provincia prendesse direttamente il nome dalla pianura maremmana.
Altre proposte puntano invece a cercare un punto di contatto o comunione tra i due territori che di qui al 2014 effettueranno l’accorpamento approvato dal Governo. Tra queste la più gettonata è senza dubbio “Etruria Meridionale”, richiamo all’antico territorio abitato dal popolo degli Etruschi ancor prima della nascita di Roma, che si estendeva dalle coste maremmane all’entroterra senese.
Questa dicitura, oltretutto, sembra mettere d’accordo la maggior parte dei cittadini toscani, visto che in molti hanno proposto di rinominare Etruria settentrionale la fascia costiera estesa dalla Lunigiana a Piombino e di chiamare Etruria centrale l’area metropolitana che comprenderà Firenze, Prato e Pistoia.
Altri lettori invece prendono ispirazione dalla geografia e così viene proposto “Toscana meridionale” o “Toscana sud”, a testimonianza del fatto che, al di là delle rivalità e degli sfottò campanilistici, tutti i toscani si identifichino nell’ente regionale. Infine la proposta apparentemente più banale, ma in realtà piuttosto ragionata, è quella di “Provincia di Grosseto e Siena”.
Secondo i lettori, se venissero lasciati i nomi di entrambe le città, Grosseto non potrà altro che trarne beneficio: questa sigla della nuova superprovincia garantirebbe innanzitutto di ribadire la supremazia di Grosseto come capoluogo del territorio e, oltretutto, di poter sfruttare tutto ciò che storicamente e culturalmente offre il brand Siena, da sempre veicolo di turismo di massa proveniente da tutto il mondo. Uno dei sostenitori più convinti di questa semplice ma efficace dicitura è l’ingegnere Attilio Regolo.
«Per superare un’antica rivalità fatta anche di cruenti battaglie medievali e di dure rivendicazioni protrattesi per secoli, propongo per l’unificazione dei territori provinciali di Grosseto e Siena il nome semplice di “Siena e Grosseto”. Non può non essere dato infatti il giusto rilievo a una città importante per storia, arte ed economia quale Siena così come non può mancare il nome del formale capoluogo interprovinciale cioè Grosseto. La congiunzione “e” tra i nomi di Siena e Grosseto, come il “vel” latino o se si preferisce l’and della moderna logica insiemistica, non è casuale ma la ritengo invece importante come simbolo di unione, eliminazione dei confini non solo territoriali, induzione alla solidarietà e alla collaborazione per la migliore promozione sociale economica e culturale futura dell’intera bellissima area del sud della Toscana che guarda verso il mare dell'Arcipelago Tirrenico».
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