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E il Monte cambia “padrone” per burla

E il Monte cambia “padrone” per burla

Il logo di Giampaolo. Non è un abbaglio, né la prestigiosa storia “economica” senese ha subito un ammutinamento. È, semplicemente, una beffa. In pieno clima da contaminazione tra province un...

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Il logo di Giampaolo. Non è un abbaglio, né la prestigiosa storia “economica” senese ha subito un ammutinamento. È, semplicemente, una beffa. In pieno clima da contaminazione tra province un grossetano - Giampaolo Ciurli - si è divertito a colpire in “alto” taroccando su Facebook, con qualche piccolo artificio grafico, persino il prestigioso marchio dell’istituzione Monte dei Paschi, cuore pulsante dell’identità e delle radici senesi, sostituendo l’originale “Siena”, con un posticcio “Grosseto”.

Un vero e proprio simbolo, insomma, che come tutti i simboli diventa inevitabilmente bersaglio della “guerra” dei campanili innescata dall’accorpamento tra territori. Tra il serio e il faceto, sul social network sono fioccati i commenti ironici, provocatori, sornioni, preoccupati. Del resto è solo l’ennesimo caso di ironia e sarcasmo (marchi di fabbrica dei campanili toscani, a ogni latitudine) che caratterizza il dibattito pubblico sul riordino delle province, che nella nostra regione, com’è noto, sono state ridotte a tre più la “metrocittà” fiorentina. Gli sfottò non mancano in ogni realtà geografica, dai cartelli livornesi sulla superstrada “Fi-Li–Li” dove la “Pi” di Pisa sparita, alla risposta pisana con i flash-mob nel centro storico.

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