Sicurezza
E Confcommercio sceglie la trasparenza
Addio polemiche e veleni su Piazze d’Europa: «Conti visibili a tutti, a Pasqua 2013 si torna a Follonica»
GROSSETO. Operazione trasparenza: il bilancio degli incassi e delle spese legate a Piazze d’Europa, diviso per dettagliate voci, sarà pubblico.
È questa la novità dell’ultima ora. La rende nota direttamente la Confcommercio, per bocca di Simone Baldassari, un tempo responsabile organizzazione eventi e – uscito di scena il vecchio direttore Paolo Regina – nominato reggente dell’associazione.
L’uomo nuovo alla guida della realtà associativa sta cercando di trasmettere un aspetto rinnovato. Una scelta dettata dalla forte emorragia di consensi accumulata da Confcommercio durante la passata gestione, specie nel centro storico, a lungo teatro di conflittualità e liti personali.
Baldassari sceglie di agire non solo sulle chiacchiere, ma – cosa più importante – sulla sostanza. E infatti «chiunque – assicura – potrà chiedere informazioni sui quattrini che circolano intorno alla kermesse, semplicemente presentandosi nella nostra sede di via della Pace».
I primi a essere informati saranno i responsabili del Centro commerciale naturale: «Daremo loro tutti i documenti, vogliamo piena e assoluta trasparenza», incalza Baldassari, parlando sempre più da direttore che non da reggente.
Intanto, in attesa che arrivino anche i numeri sulle presenze della manifestazione di quest’anno, che si preannuncia come sempre affollatissima e apprezzata anche da molti forestieri, in casa Confcommercio già si pensa al futuro: «Abbiamo fissato le date per la prima edizione di Piazze d’Europa 2013. La tappa di Follonica, anche il prossimo anno, non mancherà e sarà messa in piedi durante il ponte di Pasqua, dal 30 marzo al primo aprile».
Ancora una volta l’idea è quella di portare avanti una politica che molti hanno già definito di assoluto successo: largo dunque a eventi collaterali che coinvolgono direttamente gli esercenti del posto, includendoli in una festa che può e deve essere il volano per l’economia locale. Almeno per un fine settimana.
Di quattrini, infatti, durante la manifestazione, ne girano molti. Basta dare un’occhiata al numero di bancarelle e alle folte presenze per capire che si tratta di centinaia di migliaia, se non milioni, di euro. Un gruzzolo che, in momenti di crisi come quello che le piccole imprese stanno vivendo, non può essere disperso. Perché i denari spesi tra gli stand sono dei maremmani, mentre chi vende fa parte di un circuito che realizza tappe in tutta Italia. Insomma, i soldi non rimangono propriamente sul territorio. Almeno così fino a oggi: l’avvio di iniziative “di appoggio”, come quella Sapori di Maremma, cercano di porre fine a ogni possibile recriminazione e a prevenire critiche. Anche l’operazione trasparenza, fortemente voluta dal “nuovo corso” di Confcommercio obbedisce a questa filosofia. (m.b.)
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