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Grosseto

Custodia cani, il Tar dà ragione al Comune

Custodia cani, il Tar dà ragione al Comune

Respinto il ricorso della Mister Dog che nel 2009 era stata esclusa dalla gara di affidamento

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GROSSETO. «Appare illogico e irrazionale ipotizzare che si possibile utilizzare un canile in Crotone per custodire animali in Grosseto, peraltro sottoponendo gli animali stessi a disagi e sofferenze per i trasferimenti che non paiono compatibili con il concetto di “cura” proprio del servizio, secondo la stessa legge di gara».

Con queste parole, la prima sezione del Tar Toscana ha respinto il ricorso della Mister Dog srl, cui il Comune di Grosseto non aveva aggiudicato la gara per il servizio di cattura, mantenimento in vita e custodia dei cani randagi catturati nel territorio di Grosseto. La Mister Dog (che era stata l’unica ditta a partecipare) chiedeva l’annullamento del provvedimento di esito di gara del 6 aprile 2009 e contestava il verbale della commissione giudicatrice risalente al 24 di quello stesso mese.

Erano 440 i cani in quel momento interessati dal provvedimento. All’epoca, era intervenuto sul caso anche il sottosegretario alla salute, Francesca Martini, evidenziando i rischi del trasferimento, dopo che il caso era stato evidenziato con forza dalla Lav.

La società calabrese lamentava, in estrema sintesi, che non fosse necessario avere la disponibilità di canili in provincia di Grosseto e aveva anche proposto la richiesta di sospensione: richiesta respinta dai giudici amministrativi, che hanno poi proceduto all’esame di merito fino all’udienza che si è svolta il 12 ottobre scorso e di cui adesso sono state pubblicate le motivazioni.

La Mister Dog di fatto dava ragione al Comune quanto questi sosteneva che la società non aveva alcun canile a Grosseto (ne avrebbe avuto uno in provincia di Crotone) ma sosteneva «che la legge di gara non consentirebbe di escludere la partecipazione alla selezione, e l’aggiudicazione, anche a favore di un’impresa che abbia canili in ambiti territoriali diversi dal territorio di Grosseto».

Ma questa tesi appare ai giudici del Tar (Buonvino presidente, Testori, Giani estensore) «palesemente infondata», perché il bando di gara prevede come “luogo principale di esecuzione” Grosseto «e quindi è in Grosseto che deve svolgersi il servizio e che comunque la prestazione del servizio richiede una prossimità territoriale del luogo di stabile custodia degli animali, come dimostra la necessità di servirsi del servizio veterinario della Asl di Grosseto, prevista dal disciplinare».

La Mister Dog è stata condannata al pagamento delle spese: 3.000 euro.

(p.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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