Sicurezza
«Caro il mio orticello» Tutta colpa di un contatore
GROSSETO. Fare l’orto: una buona e sana abitudine che fa bene all’umore, alla salute e al portafogli. C’è però una voce di spesa che può non rendere così conveniente coltivare l’orto, quella per l’acq...
GROSSETO. Fare l’orto: una buona e sana abitudine che fa bene all’umore, alla salute e al portafogli. C’è però una voce di spesa che può non rendere così conveniente coltivare l’orto, quella per l’acqua. Lo segnala il comitato dei proprietari degli orti di San Polo, gruppo che rappresenta una trentina di grossetani che coltivano i loro appezzamenti a due passi dal quartiere Verde Maremma. «Qui – spiegano - ci sono molti orti che costituiscono uno svago importante per anziani e non, oltre a essere una fonte non trascurabile, soprattutto al giorno d’oggi, di alimenti sani e di risparmi sulle spese casalinghe. Un ramo di condotta idrica collegata all’Acquedotto del Fiora fornisce circa trenta utenze e la situazione anomala che si verifica nella gestione di quel ramo si ripete con poche varianti in molte altre zone intorno alla città. Il Fiora ha installato un contatore a monte della tubazione degli orti San Polo e al contempo sono stati posti a suo tempo contatori anche nelle utenze degli orti». Quegli orti risalgono agli anni Settanta e i proprietari ottennero allora da diversi enti, tra cui il Consorzio della Bonifica Grossetana, di essere allacciati alla rete idrica per rifornirsi d’acqua per i diversi usi. Ma il problema sta secondo il comitato nell’esistenza di questo “doppio contatore”. «L’Acquedotto – prosegue la nota - non riconosce come validi questi contatori individuali in quanto, a suo dire, fanno parte di una condotta consortile anche se non esiste nessun consorzio. Ma allora perché procede regolarmente alla lettura degli stessi? Delle due l’una: o li riconosce, e allora hanno valore, o non li riconosce, e allora non va a leggerli». La conseguenza dal punto di vista dei proprietari degli orti si traduce puntualmente in una cattiva sorpresa al momento di leggere la bolletta: «Nella fatturazione periodica che invia ai singoli utenti l’Acquedotto riporta in chiaro la lettura del contatore singolo posto nell’orto, pur fatturando il volume di acqua che risulta consumata in base al proprio contatore a monte. Il problema è che quest’ultimo indica regolarmente un consumo di acqua superiore a quello dato dalla somma dei consumi registrati dai singoli contatori». Da qui la domanda dei cittadini: che fine fa l’acqua che risulta consumata in più? Almeno tre le ipotesi possibili: contatori guasti, allacci abusivi o perdite d’acqua nelle condotte. “L’unica soluzione è stata quella di scaricare il costo dell’acqua scomparsa sugli utenti, con una suddivisione dell'importo assolutamente arbitraria». (s.l.)
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