La manifestazione
Tutti a caccia del nome vincente
Come battezzare il nuovo superterritorio? L’importante è puntare sull’appeal
GROSSETO. Su un punto, almeno a sudovest del Petriolo, sono tutti d’accordo: con l’unione dei territori di Grosseto e Siena (se mai davvero quest’unione si farà) nascerà “la provincia più bella d’Italia”. Un primo slogan che ben fotografa, al di là dei mal di pancia campanilistici, il dovere di cogliere l’occasione, per trasformare una decisione dettata dall’emergenza della crisi in opportunità di crescita. Come ogni neonato, anche la futura superprovincia dovrà dotarsi di un nome di battesimo. Ed è anche su questo (apparente) dettaglio che potrebbe giocarsi una buona fetta di futuro. Come chiamarla, la creatura? Guardando la questione nella prospettiva del marketing, è ovvio che il nome ideale dovrebbe contenere in sé ciò che di meglio offre il territorio. Qui i grossetani devono superare antiche gelosie e accettare il fatto che, ad oggi, il “brand” Siena è uno dei più conosciuti (e imitati)al mondo, un marchio dall’appeal planetario. D’altra parte, però, c’è quella Maremma che – col suo mare e la sua bellezza – può offrire (probabilmente più che Grosseto, sia pure capoluogo di provincia) un valore aggiunto formidabile al richiamo della stessa Siena.
E allora? E allora pensiamoci tutti, e pensiamoci bene. Un banale Grosseto - Siena (o viceversa) sembra poco. Maremma - Siena (come già propone qualcuno) è già un passo avanti. Toscana del sud. Siena e Maremma magari è complicato, ma aggiunge la potenza del marchio Toscana. Di certo serve una buona idea. Ognuno è invitato a dire la sua.
DAI UN NOME
ALLA NUOVA PROVINCIA
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