Sicurezza
La mareggiata spazza via la spiaggia di Punta Ala
In poche ore svaniti i ripascimenti costati molta fatica e ingenti investimenti La duna è a rischio. Preoccupati i gestori degli stabilimenti balneari
PUNTA ALA. E’ bastata la prima mareggiata d’autunno, e la spiaggia di Punta Ala è stata spazzata via in un baleno. Come ormai avviene con una certa regolarità negli ultimi anni, gran parte della battigia che costeggia gli stabilimenti balneari vicini al porto, con un po’ di mare mosso spariscono letteralmente. I ripascimenti che sono stati fatti con molto fatica e dispendio di energie e soldi, sono svaniti come neve al sole, e solo le palizzate erette nel tempo dai gestori dei bagnetti, sostengono le dune anche queste a rischio crollo. La preoccupazione fra i titolari delle attività è dunque evidente.
I progetti, anche quelli della Provincia, intentati negli ultimi tempi non sembrano a questo punto dare risultati concreti. Riportare qualche migliaio di metri cubi di spiaggia a suon di camion e sbancamenti, è un estremo tentativo che puntualmente alla prima importante mareggiata viene risucchiato al largo. Soldi sprecati alla resa dei conti dunque, che salvano a mala pena una stagione estiva, ma che non cambiano la situazione generale. La spiaggia a Punta Ala, una delle perle del Tirreno, in alcuni punti è di fatto solo un ricordo. Anche uno degli ultimi interventi, i tubi sommersi, sembrano non avere alcun effetto sull’erosione delle battigie. E dire che la spiaggia che “sparisce” da alcuni punti non è che si disperde chissà dove: principalmente le correnti la trascinano verso nord, lato Follonica, dove appunto le secche sono via via aumentate.
Così come verso il largo, a poche decine di metri dai bagnetti. La Regione, e anche la stessa Provincia insieme al Comune, hanno stanziato cifre importanti e formulato progetti anche di ampio respiro, ma il mare ha il sopravvento, e ora servono interventi diversi e quasi radicali. Andrea Bindi del bagno Sporting, suo malgrado è costretto a lanciare nuovamente l’allarme, preoccupato che fra qualche mese non abbia più una spiaggia dove piantare i suoi ombrelloni: «Purtroppo è bastata la prima mareggiata dell’anno e ci ritroviamo alle stesse condizioni di due stagioni fa. La spiaggia non c’è più, e noi siamo tornati al punto in cui è difficile prevedere quello che potremmo fare. I progetti da parte degli enti preposti non mancano di certo, però è impensabile continuare con i ripascimenti e basta: ora servono altre soluzioni». Bindi pensa per esempio all’utilizzo della draga, per spostare notevoli quantità di sabbia, e ricreare la battigia: «La soluzione della “succhiona” era stata già evidenziata in passato. Dagli studi fatti, la sabbia si sposta solo di alcune decine di metri. In sostanza, visto che i ripascimenti durano al massimo un paio di anni, potremmo utilizzare la draga che il Comune di Castiglione ha comprato anni fa, per riportare la sabbia che si è spostata nel suo luogo naturale. Un lavoro continuo, e che alla lunga costerebbe sicuramente meno dei ripascimenti stessi, e risolverebbe definitivamente gran parte dei problemi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
